lunedì 16 febbraio 2015

La luce del buio - 44° puntata

Marco Cedolin

Dunque Alessio dopo averlo svegliato alle prime luci dell'alba, con quello che lui pensava essere stato uno scherzo da buontempone, anzichè concedersi un bel sonno aveva deciso di uscire di casa la mattina di una domenica festiva, per recarsi in una zona industriale della periferia e telefonare ad Olga, della quale ignorava oltretutto che conoscesse il numero.
I conti non tornavano, quel dormiglione di Alessio non avrebbe mai fatto una cosa del genere, e poi le frasi sconnesse, il viso stravolto dalla paura, quel tono affranto, non gli era mai capitato in tanti anni di vedere Alessio preoccupato o triste. Doveva senza dubbio essere capitato qualcosa, ma cosa?......

Provò più volte a chiamarlo sull'olocellulare, fino a tarda sera, ma senza risultato, sembrava davvero essersi volatizzato nel nulla.

 
La luce del buio - capitolo VI - Un richiamo nero



Aveva piovuto per tutta la notte, dal cielo lattiginoso cadeva ancora una leggera acquerugiola e una densa foschia impediva di vedere in lontananza. L'umidità entrava nelle ossa e Mario aveva alzato il termostato del giubbotto invernocaldo ed impostato la maschera sul livello 4 come consigliato dai pannelli luminosi.
Incominciò a riflettere su quanto l'uomo fosse riuscito a trasfigurare l'ambiente, senza curarsene minimamente. Da troppi anni era ormai impossibile muoversi in superficie, senza l'ausilio delle maschere, l'unica aria respirabile era quella fornita dai depuratori, la temperatura spesso superava i 50 gradi e non solo d'estate, non esisteva più un cielo ma solo una cortina traslucida ed amorfa che induceva all'angoscia quando si alzavano gli occhi. Tutte le persone al di sotto dei 20 anni non avevano mai avuto modo di vedere le stelle, né di fantasticare sulla forma delle nuvole. I mari e gli oceani erano ridotti ad immense distese senza vita, composte di acqua oleosa e plastica maleodorante
Oltre l'80% delle forme animali potevano considerarsi estinte, mentre la vegetazione era presente solo in poche ristrette aree del globo, l'intero ecosistema si manifestava ormai chiaramente prossimo al collasso.

Perché questi pensieri? Perché angosciarsi di fronte a quella che aveva sempre considerato una normale realtà? Troppe domande senza risposta mulinavano dentro alla sua testa indispettendolo, forse era davvero ammalato, senza che avesse mai avuto modo di accorgersene. E poi di nuovo quella sensazione, come di due occhi che lo stessero fissando, senza perderlo di vista mai......

continua....

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