lunedì 16 marzo 2015

La luce del buio - 55° puntata

Marco Cedolin

La mattinata era fredda e nebbiosa, l'umidità sembrava entrare dentro alle ossa e Mario continuava a percepire sgradevoli brividi lungo tutta la schiena, nonostante avesse alzato al massimo il termostato del giubbotto.
La maschera, regolata sul livello quattro rendeva un poco difficoltosa la respirazione e lui detestava la nebbia come poche altre cose al mondo.....
Trovava orribile quella sensazione di cecità e disorientamento che derivava dall'assoluta mancanza dei punti di riferimento abituali. Le finestre del palazzo posto di fronte al suo, le vetrine dell'ipermarket, le colonnine di ricarica della carboniattivi, perfino gli olocartelloni pubblicitari, sembravano essere stati fagocitati dal denso velo traslucido, dal quale emanava una luminescenza blu cobalto che a tratti virava verso il violetto.
Si sentiva di pessimo umore, tutto ciò che era avvenuto negli ultimi giorni, nonché la pessima notte appena trascorsa, costellata di incubi , non avevano certo contribuito a renderlo sereno, ma era costretto ad ammettere che da almeno una settimana, il senso d'inquietudine che lo pervadeva, non aveva fatto che crescere d'intensità.

Non riconobbe immediatamente Flavio Bernini, nell'uomo con i vestiti semistrappati e la voce arrochita che lo prese violentemente per un braccio, costringendolo ad abbandonare il tappeto.
-Vieni con me, devo assolutamente parlarti subito-
Gli disse il collega, mentre lo spingeva verso una piccola porticina di legno che s'intravvedeva tra la nebbia del vicolo.

-Flavio ma sei impazzito? Mi hai fatto morire di paura e poi si può sapere cosa significa tutto ciò?-
Quasi urlò Mario che non riusciva a comprendere le reali intenzioni del Bernini.

-Zitto ti prego, non parlare fino a quando ti dirò che puoi farlo-
Sussurrò l'uomo, mentre armeggiava con il chiavistello arruginito della porta scrostata.

Si trattava di una vecchia cantina fatiscente, con i muri impregnati di umidità ed il pavimento di cemento grezzo. L'aria aveva un odore sgradevole anche attraverso la maschera e l'unica illuminazione era costituita da un neon impregnato di polvere, appeso ad una struttura metallica al centro del soffitto.....

continua....

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