lunedì 23 marzo 2015

La luce del buio - 57° puntata

Marco Cedolin

-Ma, come è accaduto tutto ciò e soprattutto come fai tu a saperlo, Alessio?- Mormorò Mario sempre più sbigottito.

Improvvisamente dalla strada adiacente iniziò a crescere sempre più forte un suono lamentoso, simile a quello della turbina di un aereo, un suono che sembrava volere entrare dentro al cervello in profondità.....
Mario sentì due mani che lo spingevano violentemente fuori dalla porta, mentre alcune figure lo urtavano e scappavano via.

Si ritrovò all'improvviso fuori nel vicolo, dentro alla nebbia verdastra, con la maschera ancora fra le mani, e l'aria acre che gli bruciava forte nei polmoni. Si rimise la maschera sul viso e tentò di fare alcuni lunghi respiri, nel tentativo di riprendersi. Ad una ventina di metri da lui, seminascosto dalla nebbia, un blindato della pp. stava pattugliando la strada, mentre orientava a destra ed a sinistra il proprio cannone sonico.

Aveva spesso sentito parlare delle nuove "armi non letali" che erano state date in dotazione alle forze dell'ordine, cannoni sonici ed a microonde, fucili taser wireless, granate psichiche, bombe panico e molte altre diavolerie assortite che fortunatamente non aveva mai avuto occasione di sperimentare, almeno fino a quel momento, siccome proprio il cannone sonico doveva essere stato la causa del dolore ritmico che gli percuoteva la testa in profondità e della forte nausea che gli squassava lo stomaco.

Il blindato si stava lentamente allontanando e mentre la sua sagoma veniva fagocitata dalla nebbia, Mario sgattaiolò fuori dal vicolo con le poche forze che gli restavano e non appena possibile salì sul tappeto che lo avrebbe condotto al metrò e poi al lavoro. 
La presenza degli agenti della pp. alla stazione gli sembrava ancora più massiccia del solito e le perquisizioni di rito parvero dilatarsi a dismisura per un tempo che rasentava l'eternità, ma non ci fu alcun problema concreto ed alle 8,20 Mario si apprestava a scendere dal tappeto 32, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Varco l'ingresso della WIC senza incorrere in alcun intoppo e dieci minuti dopo era seduto all'oloterminale, in procinto d'iniziare la giornata di lavoro......

continua.....

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