giovedì 4 giugno 2015

La luce del buio - 66° puntata

Marco Cedolin

Quando suonò il campanello, ľoloportiere del palazzo, con i capelli brizzolati ed un completo tuttofare chic, gli domandò chi volesse visitare e lo invitò a fornire la propria identità. Mario disse che stava andando dalla signorina Olga De Martinis, scandì il proprio nome ed accostò gli occhi allo scanner della retina situato in bella vista sulla plafoniera. Dopo un paio di minuti ľoloportiere gli aprì il grande portone, in plastolegno scuro e gli disse di salire al settimo piano, cosa che Mario fece immediatamente utilizzando il comodo ascensore a cuscino d'aria.....


Appena arrivò, Olga lo stava aspettando sulla porta, aveva il viso smunto ed i capelli stranamente in disordine ed indossava un pacchetto ribelle di città che certo aveva conosciuto giorni migliori.
- Ciao finalmente sei arrivato- esordì la fanciulla come se lo stesse aspettando da tempo.
-Ti avevo detto che sarei venuto verso le 20 e sono le 20,10 stai bene Olga? Mi sembra di vederti un poco strana....-
-No, non sto bene per nulla, ma vieni dentro è assurdo metterci a parlare qui sulle scale-

Mario si affrettò ad entrare nell'appartamento e non essendoci mai stato prima manifestò un sincero interesse per l'arredamento e le olocomposizioni floreali, distribuite con abbondanza praticamente in ogni dove.
Olga senza neppure fare caso alle sue parole, iniziò a parlare a ruota libera senza neanche fermarsi per prendere fiato.
-Sono sconvolta, credimi, sono semplicemente sconvolta. Oggi quando ho lasciato la farmacia, due agenti della pp mi stavano aspettando fuori dalla porta, mi hanno caricata sulla loro auto e sono saliti qui a casa con me. Si sono accomodati in salotto ed hanno iniziato a farmi ogni sorta di domanda, riguardo a te e ad Alessio Greco. Quando vi avevo conosciuti, in che rapporti ero con voi, quante volte ci eravamo visti, di cosa avevamo parlato e molto altro ancora. Poi hanno preteso che ripetessi ogni parola della telefonata che Alessio mi fece domenica, nonostante sembrasse che la conoscessero già a memoria e volevano che spiegassi loro cosa voleva farti accendere. 
Io non ho la benché minima idea di cosa Alessio voleva che tu accendessi e l'ho ripetuto fino alla  nausea, ma loro continuavano a non credermi, dicevano che il fiancheggiamento di un terrorista è un reato grave come il terrorismo stesso e che avrei rischiato di finire in prigione o anche peggio, se non dicevo la verità, è stato terribile, un vero incubo, poi ho iniziato a piangere e...-....

Continua.....

3 commenti:

Catherine ha detto...

...e ...?

^_^

marco cedolin ha detto...

Continua, continua, non sperate di averla scampata così ;-)

Catherine ha detto...

E meno male ^_^