martedì 30 novembre 2010

Facciamoci la TV!

Massimo Mazzucco
In seguito alla notizia della chiusura del nostro canale Youtube, molti utenti hanno espresso il desiderio di avere una “nostra TV”, dove poter gestire senza troppi patemi d’animo i nostri contenuti.
Innanzitutto, bisogna chiarire bene cosa si intende per “TV”, perchè nessuno pensa oggi di arrivare a casa alle 8 di sera e di accendere il 27 pollici per vedere il “TG di luogocomune”, piuttosto che l’ultimo documentario sugli antibiotici di Arcoiris.
O forse lo farà, ma solo perchè nel frattempo il 27 pollici sarà diventato il nuovo terminale universale, che ci collega indistintamente alla programmazione via etere come a quella di Internet. 
La fusione fra il classico televisore e il monitor del computer è infatti ormai alle porte: la prossima generazione di televisori sarà dotata di un sistema operativo interno, che permetterà all’utente di collegarsi direttamente alla rete senza più bisogno del computer. Google offre già il sistema operativo Android, che viene installato su certi modelli della Sony, e permette all’utente di “chattare” in video con altri utenti, o di svolgere ricerche web direttamente dal televisore.
In alcune zone della California Verizon offre il package sperimentale FiOS, nel quale lo spettatore può collegarsi direttamente, tramite il televisore, a canali Internet come Youtube o Hulu, oppure ai social networks come Facebook o Twitter.
In altre parole, lo schermo TV diventerà presto una specie di “browser” universale dove anche la nonna, con un semplice tocco di mouse, potrà scegliere se vedere il rassicurante Emilio Fede oppure “quei pazzerelloni della libera informazione”. Si apre a questo punto il vero problema, ....

Centrali nucleari, oltre ventimila aborti negli ultimi quarant’anni

Andrea Bertaglio
Gravidanza a rischio se la madre abita nelle vicinanze di una centrale nucleare. In numeri: ventimila aborti spontanei negli ultimi 40 anni. Il tutto attorno a 31 impianti di energia atomica, 27 tedeschi e 4 svizzeri. Senza contare un netto aumento di deformità e tumori infantili. Questo si legge in uno studio pubblicato dal Centro di ricerca tedesco per la salute ambientale di Monaco.
Effetti collaterali
Negli scorsi giorni i ricercatori Ralf Kusmierz, Kristina Voigt e Hagen Scherb hanno pubblicato un report tra nascite e prossimità alle centrali nucleari in Germania e Svizzera, in modo da capire se la sola vicinanza delle centrali ha effetto sulla salute dei cittadini, anche in mancanza di grandi incidenti. Lo studio è partito dai dati sugli effetti della catastrofe di Cernobyl, sulle nascite in Ucraina (si stima che un milione di bambine e bambini non siano mai nati in tutta Europa a causa del disastro di Cernobyl) e nelle regioni toccate dalla nuvola radioattiva. Luoghi in cui già in passato si erano riscontrate significative anomalie sia nel numero delle nascite che nel rapporto di nascite fra maschi e femmine....

giovedì 25 novembre 2010

Banca del cibo? No, cibo della banca!

Roberto Marrocchesi
Ogni volta che un qualche "vip" è visto mangiare un po’ di tofu, subito scrosciano gli applausi. Senz’altro si può affermare che le vecchie rockstar in cerca di mantener la linea o gli ex presidenti USA che hanno capito che c’è un nesso tra dieta e prevenzione dell’infarto, costituiscano un buon esempio da imitare, almeno che c’è chi ci tiene e ci pensa se non altro per sé (“We care”).
Al di là di queste belle notizie però, la situazione alimentare moderna mondiale è alquanto seria. Le vendite oggi dei cibi "Bio" in Europa ammontano solo al 2% dei consumi UE (26 paesi). In pratica, 21 M di € contro ad esempio 24 M di € in merendine confezionate. La realtà è ben altra cosa, ed è che la grande industria alimentare è la causa numero uno dello squilibrio alimentare, in pratica della fame, nel mondo odierno. Vediamo ora come il capitalismo finanziario dei disastri tragga vantaggio solo per il denaro in se’ dalla produzione di alimenti scadenti, purché altamente industrializzati....

Quando è la politica a fare notizia

Massimo Mazzucco
Le uniche notizie politiche che riescono a riempire i telegiornali, in Italia, sono le notizie che riguardano i personaggi politici.
Oggi ad esempio c’è stata la richiesta di dimissioni di Berlusconi da parte di Fini, e i telegiornali ci hanno riempito le orecchie con notizie che riguardano i commenti dei politici a questa richiesta. Berlusconi dice che deve essere Fini a fare un passo indietro, Casini ironizza sulle aperture di comodo del Cavaliere, Di Pietro dice che Berlusconi ha paura di andare alle elezioni, la sinistra insiste che bisogna tornare alle urne “per voltare pagina una volta per tutte”, eccetera eccetera eccetera.
Questo tipo di “notizia” non è affatto una eccezione, in Italia, ma da lunghi anni è diventata la regola. Incapaci di procedere ad una qualunque riforma degna di quel nome, i politici italiani passano la maggioranza del loro tempo a cercare di strapparsi a vicenda una fetta di potere in più, riuscendo così a trasformare questa lotta permanente nel vero argomento trattato quotidianamente dai nostri notiziari.
Riuscirà il buon Berlusconi a tenere in piedi la sua maggioranza traballante? Riuscirà l’eroico Di Pietro a far cadere una volta per tutte l’odiato nemico? Riuscirà finalmente Casini ad incunearsi in modo permanente nel famoso “centro” di tutti e di nessuno?
Naturalmente, l’abilità di spostare l’attenzione dai veri problemi a quelli fasulli ....

mercoledì 24 novembre 2010

Esercitazioni belliche israeliane in Italia

Pubblichiamo qui di seguito un articolo apparso sul sito http://www.manifestosardo.org/?p=6104#more-6104 il 22 novembre.
Il nostro Paese partecipa attivamente alle operazioni di addestramento dell'esercito israeliano - che negli anni ha commesso numerosi crimini di guerra e contro l'umanità, che assedia la Striscia di Gaza, in violazione delle leggi internazionali, e che da 63 anni disattende tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza Onu.
L'Italia è dunque partner di uno stato che non rispetta la legalità internazionale, che opprime i cittadini non ebrei all'interno dei propri mai definiti confini, che pratica pulizia etnica ed apartheid nei confronti dei Palestinesi.
Forse bisognerebbe informare (o ricordare) gli Italiani che l'articolo 11 della Costituzione recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo"".....

Irlanda: Shock o Morte!

"Abbiamo alzato bandiera bianca, gettato la spugna, e arrivano per vederci giovedì. E non vengono a dirci "ben fatto, ragazzi, buon lavoro"
Enda Kenny, leader dell'opposizione in Irlanda
Anche se "salvataggio" suona bene, come un salvagente che si lancia ai naufraghi, non dovrebbe esserlo tanto quando il governo irlandese esita ad accettarlo. Se, come si suol dire, l'Irlanda è sul punto di affogare, non si capisce la sua insistenza nel rifiutare il galleggiante che le offre l'Europa.  A meno che il piano di salvataggio è peggio dell' annegamento, e che si tratta di scegliere il tipo di soffocamento, ingerendo acqua, o strangolato da un galleggiante che si stringe il collo. 
Gli irlandesi, come nella barzelletta, non sanno se preferire lo shock o la morte.Più che altro perché non sono sicuri di qual'è lo shock e qual'è la morte, nè se lo shock sia in realtà uno shock mortale. Due anni fa, all'inizio della crisi, scelsero lo shock: lo Stato si assunse il rischio delle banche per non lasciarle fallire, diventandone il garante. Ma questo ha significato di venir trascinato esso stesso nella caduta. Vale a dire, quello shock, non li ha liberati da uno shock maggiore, e ha tutte le probabilità di finire in morte....

De profundis per un microscopio

Antonietta Gatti
Oggi commemoriamo una data storica: 22 gennaio 2010, la chiusura e la sepoltura del microscopio comprato con la sottoscrizione lanciata a suo tempo da Beppe Grillo per lo studio delle nanopatologie.
Sì,  il microscopio è morto e sepolto perché dopo dieci mesi esatti dal suo trasferimento all’Università di Urbino nessuno l’ha più visto.  E’ un desaparecido.  I sottoscrittori che hanno chiesto di vederlo ad Urbino se ne sono dovuti tornare a casa delusi. Il microscopio, se c’è ancora, non te lo fanno vedere. E’ off limits. Alla faccia della trasparenza e alla faccia di quel “sottoutilizzo” da parte nostra sbandierato pur senza una sola prova per dare una maschera di onestà ad un misfatto. Se quel microscopio c’è ancora, soprattutto non serve per fare ricerca, perché non fare ricerca è diventato il suo compito.
Ma ciò che è più divertente, se qualcosa di divertente esiste in questa piccola storia ignobile,  è che la clausola inserita nella “donazione” che recitava “i dott. Gatti e Montanari hanno diritto di lavorare con il microscopio almeno un giorno alla settimana“  si è rivelata solo un insieme di parole che non vogliono dire niente, uno specchietto per le allodole, un dito di nano dietro cui nascondere un gigante.....

Raddoppio del termovalorizzatore di Trezzo sull’Adda, cittadini sul piede di guerra

Michela Crippa
No al raddoppio dell’inceneritore di Trezzo sull’Adda. La battaglia contro l’ingrandimento del termovalorizzatore unisce cittadini, Sindaci, Associazioni ambientaliste e politici di diverso colore. A parole, tutti sembrano pensarla allo stesso modo: non c’è alcun bisogno di raddoppiare!
L’impianto esistente è più che sufficiente. Già oggi, il 60% dei rifiuti bruciati proviene da altre zone della Regione. Con l’ampliamento arriverebbero fanghi speciali e rifiuti da diverse parti d’Italia. Si attirerebbero, inoltre, centinaia di mezzi pesanti al giorno. Si avrebbe un forte impatto su un territorio già pesantemente compromesso in termini di viabilità e inquinamento atmosferico, oltre che di impianti di incenerimento e siti di discarica.
Secondo le associazioni ambientaliste la via da seguire è un’altra: ridurre al minimo i rifiuti e riciclarli, come previsto dalle disposizioni nazionali e comunitarie.....

Io dico: "meglio la Carfagna di Guzzanti"

Massimo Fini
Posso scrivere un articolo in laude di Mara Carfagna? Ha annunciato le proprie dimissioni da ministro, dal Pdl, dal Parlamento dopo il voto sulla Finanziaria. In un Paese dove non si dimette mai nessuno, a cominciare dal "lider maximo", e dove c'è voluto del bello e del buono per schiodare persino Scajola dalla sua poltrona, non è cosa da poco. Poi Carfagna ha fatto un po' di marcia indietro. Possiamo immaginare le pesanti pressioni e le lusinghe del Pdl. Le auguriamo che sappia e possa resistere.
Comunque si dimetta o no alla fine, ha messo il dito su questioni serissime e fastidiosissime per il suo partito. Ha detto che in Campania «mi viene impedita la possibilità di battermi per la legalità», ha parlato di "guerra per bande" per aggiudicarsi il termovalorizzatore di Salerno e i relativi appalti che stanno finendo nelle mani di Nicola Cosentino, indagato per collusione con i clan camorristi, ha fatto capire che il Pdl si sarebbe ridotto a un comitato d'affari. Altro che "fatti locali", "crisi di nervi", "capricci" come sono stati subito battezzati dai giornali del Cavaliere e dai suoi scherani fra cui si è distinto per cinismo quel fascista travestito da fascista che è Ignazio La Russa col suo latino da avvocato fallito: «De minimis non curat praetor...».....

martedì 23 novembre 2010

Sui rifiuti cade la maschera di Saviano... il "paravento"

Scritto da Ufficio di Presidenza
Parlando di "rifiuti" le ambiguità e la disinformazione di Saviano raggiunge l'apice... ed ancora una volta trasmette frammenti di verità, omissioni gravi ed anche qualche falsità grossolana. Un panorama, quello disegnato nella terza puntata di "Vieni via con me" da Saviano, che certamente è gradito al "sistema".
Schematicamente...
1) Saviano afferma che se si fa la raccolta differenziata in discarica va solo il 35% dei rifiuti. Falso assoluto... Solo un eco del dato che il "sistema" del business rifiuti spaccia come verità! Infatti quel dato è vero con una raccolta differenziata sporca e non organizzata, ovvero è il dato di quella percentuale che permette, con il perpetuarsi del "ciclo integrato", di avere quanto serve da "bruciare" perché qualcuno possa incassare i Cip6 ed i certificati verdi.
Con la raccolta differenziata spinta, ovvero con il porta a porta, ed un impianto pulito per il Recupero e Riciclo Totale, si supera il 93% di raccolta differenziata (e così in discarica ci va meno del 7%)! Questo dato, certo, certificato da molteplici esperienze, a partire da Vedelago (che serve un bacino di utenza di un milione di persone, con un impianto di 50 mila metri quadri), significa: creazione di occupazione, risparmio drastico delle spese pubbliche (degli Enti Locali e dei cittadini), recupero (e quindi risparmio) della materia, realizzazione di compost di qualità ed a basso costo, tutela di salute e ambiente.
Questi dati Saviano non li cita, nemmeno di striscio!....

Bel lavoro in Afghanistan, Zio Sam

Valerio Lo Monaco
Ma voi ve lo immaginate un qualunque combattente, di qualunque esercito, ufficiale e riconosciuto o meno, in divisa oppure no, che sente le dichiarazioni del Presidente dello Stato a capo della coalizione di aggressione enorme al proprio paese, che a guerra ancora in corso, e tutt'altro che vinta, dichiara una data di scadenza per la missione militare in atto?
Se voi foste quel combattente, e aveste di fronte un esercito di aggressione al vostro Paese, e sentiste pronunciare le stesse parole, cosa fareste?
Combattereste con tutto voi stessi, no?
Ebbene, i capi di Stato e di governo della Nato, e i rappresentanti della missione Isaf, hanno non solo dato il via libera al sedicente processo di transizione in Afghanistan, ma hanno addirittura indicato una data (i dettagli li trovate, peraltro, nell'articolo del nostro Giorgerini, oggi stesso).
Ora, qualunque strategia di guerra che voglia avere una qualche possibilità di riuscita evita nel modo più assoluto di dare indicazioni al nemico.....

Tav: come ridurre la val Susa a un corridoio di morti

Riccardo Humbert

Non vorrei sembrare troppo pessimista ma, secondo me, sulla questione Tav la valle di Susa ha comunque perso. Ha perso se la faranno, poiché all’oligarchia medievale di questa repubblica afghana poco importa la sorte di 80.000 sudditi intubati in un corridoio di morti.  Il potere politico ed economico – che sono poi la stessa cosa – sa perfettamente che i  soldi non ci sono ma non può più permettersi di rimandare un’opera già lottizzata e divisa tra famiglie di potenti. Che la Tav sia l’opera più inutile e costosa del XXI secolo lo sostengono tutti i più grandi economisti d’Europa, ma non importa: per noi resterà sempre un’“imperdibile occasione di lavoro e di sviluppo per il territorio”.
Il rischio, più reale che fittizio, è che l’opera venga iniziata per proseguire nei secoli dei secoli come una Salerno-Reggio Calabria di proporzioni bibliche, una sorta di pozzo di San Patrizio al quale attingere senza troppa fretta. Abbiamo già in valle un piccolo e misconosciuto esempio di lavori ad libitum: l’ascensore del forte di Exilles. Le istituzioni spergiuravano per un anno di lavoro; ora, dopo tre anni, la ferita inferta alla roccia è ancora lì, “mimetica ma visibile”, su quel forte intoccabile e ispiratore di una lunga serie di vincoli paesaggistici che tanto hanno influito sulle teste e sulle tasche degli exillesi ma per il quale, evidentemente, non valgono più di tanto. Misteri del potere!....

Esenzioni Ici, tormentone europeo

Perfino i lettori meno attenti si saranno accorti che il tema dell’esenzione dall’ICI di cui godono (anche) gli immobili degli enti ecclesiastici ha di nuovo conquistato gli onori della cronaca. Il motivo di questo rinnovato e, in molti casi, non benevolo interesse va ricercato nella decisione - per la verità inaspettata e, al momento, non del tutto comprensibile - della Commissione europea di avviare un’indagine per appurare se, sulla base della normative UE, l’esenzione costituisca o meno un illegittimo aiuto di Stato.
La norma sotto esame e quella in forza della quale sono esentati dall’imposta gli immobili nei quali gli enti non commerciali (tra i quali rientrano anche gli enti ecclesiastici), svolgono alcune specifiche e definite attività di rilevante valore sociale, cioè quelli «destinati esclusivamente alla svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16; lettera a) della legge 20 maggio 1985. n. 222 [le attività di religione o di culto]» (art. 7, c. 1, lett. i, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504)....

venerdì 12 novembre 2010

Milano, Roma e Napoli, fratelli d'Italia

Debora Billi
Una volta mi capitò di scrivere: "Siamo pronti a combattere il sistema a fianco di un impiegato statale, o di un commerciante, o di un pensionato?". Adesso mi chiedo: sono pronti un milanese e una mamma di Terzigno a combattere fianco a fianco senza darsi del terrone o del leghista a vicenda?
Sarebbe un miracolo. Ma sarebbe contemporaneamente quanto di più ovvio e logico aspettarsi. Nello stesso giorno infatti, arriva la medesima notizia da Milano da Roma e da Napoli, quasi in fotocopia: contaminate le falde acquifere a Terzigno, contaminata la falda acquifera sotto l'enorme discarica di Malagrotta a Roma, contaminata la falda acquifera e terreni tossici a Milano. L'ha notato nessuno?....

Lo schiaffo

Giacomo Gabellini
Con l'arroganza di sempre, con l'ostentata sicumera di chi è abituato a imporre e disporre senza chiedere il permesso a nessuno, il signor Benjamin Netanyahu ha assestato quello che è con ogni probabilità il colpo definitivo all'esilarante processo di pace, corrispondente alla sua recente decisione di avviare i lavori per la costruzione di 1300 nuovi appartamenti israeliani nell'area orientale di Gerusalemme, quella abitata dai palestinesi. 
Sia chiaro che la mossa tattica in questione non deve affatto stupire, poiché rientra a pieno titolo nella strategia sionista di occupazione totale di Palestina e Cisgiordania, finalizzata alla realizzazione del disegno sionista della "Grande Israele" dal mar Mediterraneo al fiume Giordano. Dal canto loro, i facinorosi strateghi dell'amministrazione Obama, piuttosto attenti alle direttive impartite da Zbigniew Brzezinski, non vedono affatto di buon occhio questa scelta, in quanto andrebbe sicuramente a fomentare ulteriore instabilità e ingovernabilità in un'area già di per sé complessa e caotica come quella mediorientale, entro la quale si giocano i futuri rapporti di forza nell'imminente assetto multipolare.....

martedì 9 novembre 2010

Una generazione di precari

Massimo Mazzucco
Un nuovo rapporto ISTAT rivela che in Italia il 26,4 % dei giovani fra i 15 e i 25 anni sono disoccupati. C’è poi un altro milione e mezzo di giovani che lavorano come “parasubordinati”, ovvero con contratti a termine, con salari ridotti e con diritti e sostegno sociale limitati. Ci sono poi i lavoratori in cassa integrazione, che rischiano prima o poi di diventare disoccupati loro stessi.
Insomma, essere giovani in Italia è un incubo, che fra l’altro ha origini tutt’altro che recenti: è già dai primi anni ’80 che le nuove generazioni di italiani soffrono per una cronica mancanza di posti di lavoro, alla quale va aggiunto il continuo decadimento del valore del titolo di studio.
E proprio di recente il governo ha pensato bene di inserire, nell’ultima finanziaria, un ulteriore taglio alle borse di studio del 90%. 
Naturalmente, con questo tipo di politica non viene certo incoraggiata la specializzazione, nè tantomeno l’imprenditorialità di qualunque tipo. Oggi il giovane non ha la minima possibilità di guardare al proprio futuro, e per lui sopravvivere nel presente è già un successo enorme.
Siamo quindi di fronte ad una generazione di nuovi schiavi, ….

La farsa di medio termine

Giacomo Gabellini
Deve apparire davvero lontanissimo, al presidente Barack Obama, quel 4 novembre di due anni fa, quando i suoi discorsi infarciti di retorica di quart'ordine gli permisero comunque di aprirsi un varco, di far breccia nei cuori di milioni di americani, popolo storicamente "sensibile" (per non dire altro...) al fascino che emanano quei particolari individui dotati delle capacità sufficienti per parlare per ore ed ore di "pace", di "cambiamento", di "ecologia" e di altre emerite idiozie consimili.  
Come è noto, le elezioni di medio termine sono comunemente considerate negli USA alla strenua di vere e proprie cartine tornasole, utili a saggiare gli umori del popolo nei confronti dell'amministrazione reggente e delle sue scelte politiche. Al momento pare che il tonfo di Obama e la speculare risalita di china dell'ala dura del partito repubblicano sia sintomo di una ritrovata "islamofobia", risvegliata dal suo recente torpore grazie alle tante punture di spillo assestate dai recenti "attentati" all'amatriciana compiuti dai vari “Mutanda” Bomber, Al Awalaki, e compagnia bella, tutti sedicenti membri dell'altrettanto sedicente "Al Qaeda" (leggi: "La base")....

Tecniche di manipolazione mentale

Marcello Pamio
Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni 
Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette “tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.
Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia. “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”
Johann Wolfgang von Goethe.....

I trent’anni che sconvolsero il mondo, il primo romanzo di Maurizio Pallante

Andrea Bertaglio
Appena pubblicato 'I trent’anni che sconvolsero il mondo' è il primo romanzo di Maurizio Pallante. Un’opera narrativa che capovolge la valutazione delle grandi trasformazioni avvenute nei trent’anni che gli economisti hanno definito 'gloriosi', una storia di protagonisti e comparse che presenta il mondo alla rovescia, dissacrando le convinzioni più sacre, e sacralizzando quelle disprezzate.
Il piazzale ai piedi di un castello costruito sul pianoro di una collina: una terrazza affacciata sulla vallata sottostante; una specola da cui osservare ogni dieci anni, dai Cinquanta all’abbattimento del muro di Berlino nel 1989, i mutamenti del paesaggio, dei modi di lavorare, di costruire, di vivere, di rapportarsi con se stessi, con gli altri e con il mondo. Una presa di distanza spazio-temporale sufficiente a vedere l’insieme senza perdere i particolari e i particolari senza perdere l’insieme. Un luogo da cui andare e venire, da cui scendere per immergersi nell’evoluzione in corso e in cui tornare per distaccarsene.
Ambientato nell’hinterland torinese, scenario perfetto degli orrori che hanno caratterizzato i "trent’anni che sconvolsero il mondo", il primo romanzo di Maurizio Pallante descrive il nemico del vero progresso umano, lo sviluppo....

FMI, le novità a caro prezzo

Federico Zamboni
Ufficialmente si magnifica l’apertura ai Paesi emergenti. Di fatto la contropartita è il raddoppio del capitale, che salirà a oltre 750 miliardi di dollari 
Basterebbe il frasario utilizzato da Dominique Strauss-Kahn, per allarmarsi e domandarsi dove stia l’inghippo: «È una decisione storica, la più decisiva nei 65 anni di vita del Fondo e quella che rappresenta il maggiore spostamento di influenza in favore delle economie emergenti e quelle in via di sviluppo, riconoscendone un ruolo crescente nell’economia mondiale»
Un inno alla modifica dell’assetto originario. Un inno, apparente, al ridimensionamento del potere detenuto dagli Stati che finora hanno dominato il Fondo Monetario Internazionale, a vantaggio di altri soggetti che in passato avevano avuto minor peso. Innanzitutto sparisce uno dei privilegi istitutivi, l’appartenenza di diritto all’organo di gestione (Executive Board, composto da 24 membri e correntemente definito col solo termine “board”) di Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e Gran Bretagna....

giovedì 4 novembre 2010

Blackwa(te)r: la guerra sporca dei contractors in Afghanistan

Luca Troiano
In seguito all'annuncio di Hillary Clinton di rinnovare i contratti con le security agencies presenti in Afghanistan, il governo Karzai si è visto costretto a rimandarne la messa al bando dal paese. La Blackwater cambia il nome (ora Xe Services) ma non i metodi. In Afghanistan la guerra è una cosa "privata".
1. Mentre a Kabul prosegue la trattativa diretta tra il presidente Karzai e alcuni capi talebani per porre fine ad una guerra giunta al nono giro di boa, in Occidente è passata sotto silenzio la decisione del governo afghano, prima annunciata e poi ritirata, di mettere al bando le varie agenzie private di sicurezza che operano nel paese.
Già in estate Karzai aveva disposto con decreto l'allontanamento di tutte le compagnie mercenarie dal paese (definite "ladri di giorno, terroristi di notte"), perché responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan....

Petrolio, il rilancio delle trivellazioni in Italia

Francesco Bevilacqua
Da alcuni mesi si sta assistendo a un deciso rilancio delle attività estrattive nel territorio italiano. Gli addetti ai lavori minimizzano spiegando che si tratta solamente di una normale ripresa dopo lo stop dovuto alla crisi degli ultimi due anni, ma le contraddizioni di questo settore sono numerose e preoccupanti. Senza approfondire questo particolare aspetto, è comunque doveroso sollevare un forte dubbio riguardo all’opportunità di continuare a puntare sulle energie fossili. Pur con la consapevolezza che il passaggio alle rinnovabili sarà necessariamente caratterizzato da un periodo di transizione durante il quale gas e petrolio saranno comunque necessari, questo nuovo entusiasmo riguardante le fonti fossili, che ricorda un po’ l’epopea di Mattei dei primi anni Cinquanta, pare andare in tutt’altra direzione. Oltre a questo aspetto, che potremmo definire un po’ forzatamente 'ideologico', c’è la questione della difficile, per non dire impossibile, convivenza fra le attività estrattive e le popolazioni e l’ambiente locali, con la difficoltosa mediazione dello Stato e della sua legge....

martedì 2 novembre 2010

L'imperialismo dei defunti

Fabio Mazza
Seppur potremmo trarre giovamento dal riemergere di una sensibilità “pagana” che prenda spazi di sacro al materialismo imperante ma anche alla Chiesa cattolica che ci ha ammorbato con millecinquecento anni di dottrine avvelenatrici della natura, dobbiamo riconoscere che nulla di tutto ciò è espresso dalla festa di Halloween, parodia della festa celtica di fine estate di Samhain. Interessante rilevare per inciso che tale festa veniva collocata in una dimensione “esterna” alla dimensione temporale non appartenente all’anno vecchio né al nuovo, potendo in quel momento i vivi passare nel mondo dei morti. Di passata rileviamo come questa tradizione indoeuropea fosse la stessa alla base delle feste romane del "Mundus patet", apertura della fossa degli spiriti inferi che accadeva tre volte l’anno. La stessa divinità Samhain fu assimilata dai romani conquistatori della Britannia a Pomona, divinità ctonia ed infera.Niente di tutto ciò nell’attuale festività americana,....

Solo la chiarezza aiuta a capire ed a fare scelte giuste

Fernando Rossi
Per il Bene Comune, insieme ad altri movimenti, associazioni e liste civiche (quelle vere, non quelle fasulle organizzate dai partiti) ha aderito alle proposte unitarie emerse nell’incontro di Torino.
La differenza con i “Comuni Virtuosi” di Marco Boschini, “Il Sogno” di Michele Dotti e “Europe Ecology” dell’ex segretario dei Verdi (turbogasati e inceneritoristi e greeneconomizzati… ad usum Enel, Eni e & C.) è che loro hanno finto di non sapere che tra i promotori e massimi sostenitori hanno figure dirigenti, aderenti e/o sostenitrici dei partiti.
Quando l’abbiamo fatto presente come ostacolo alla costruzione di un unico grande soggetto politico, ci hanno risposto che loro non possono giudicare nessuno (che risposta è!?) e che chiunque deve poter entrare, poi sarà la maggioranza a decidere se aprire ai partiti o votare loro candidati ai ballottaggi… “Questa“, ci è stato detto, “è vera democrazia!” (!?)....

Chi ci libererà dagli altri bunga bunga?

Debora Billi
E' un fiume in piena quello che, per la terza o quarta volta negli ultimi mesi, ci racconta delle feste del Premier. Si era cominciato con le innocenti debuttanti, continuato con le escort e la villa al mare, e ora si affonda sempre più nel torbido con vicende di prostitute minorenni, cubiste brasiliane e persino la droga.
Tutto ciò si attribuisce a Berlusconi. Il che mi pare assai plausibile, visto il personaggio. Qualcuno sussurra che stavolta sarà il colpo di grazia definitivo, quello che non era riuscito con la candida Noemi e l'elegante D'Addario: strappone da night e cocaina sono un mix esplosivo a cui nessun politico al mondo può tenere botta. Berlusconi stavolta è finito, Berlusconi cadrà, evviva la libertà.
Quello a cui non riesco a non pensare è tutto il resto del baraccone.....