giovedì 30 dicembre 2010

Il mistero Khodorkovsky

Massimo Mazzucco
Le prime pagine di mezzo mondo riportavano ieri la reazione seccata di Mosca a quello che i russi definiscono “ingerenze eccessive e intollerabili” dell’occidente nel processo a Mikhail Khodorkovsky. Il caso è esploso dopo che l’ex-proprietario della Yukos ha ricevuto un secondo verdetto di colpevolezza, che lo condannerà probabilmente ad ulteriori anni di prigione.
Di certo è curioso vedere la Casa Bianca che si sbilancia ufficialmente a favore di un semplice cittadino russo, definendosi ”profondamente preoccupata” per un verdetto che suggerisce “una applicazione selettiva della giustizia” in Russia. Hillary Clinton dice addirittura che “il processo solleva seri dubbi sul rispetto della legge in Russia”, e che “il verdetto avrà un impatto negativo sulla reputazione della Russia”. 
Anche il ministro degli esteri tedesco, Westerwelle, ha fatto sapere che considera questo verdetto “un passo indietro nella strada verso la modernizzazione del paese”, dicendosi ”molto preoccupato” per la nuova sentenza.
Da parte sua, il presidente del comitato affari esteri del parlamento inglese, Richard Ottaway, ha detto che nel caso di Khodorkovsky non è stato seguito "un procedimento legale riconoscibile come legittimo”.

Ma come mai tutti si preoccupano così tanto che questo signore venga “trattato giustamente” ...

Lo sviluppo sostenibile è un ossimoro

Conversazione con Maurizio Pallante di Daniel Tarozzi.

Ritieni che la gente capisca cosa significa decrescita?
Si avvicinano a questi ideali coloro che hanno già delle motivazioni. Se io vado per strada e parlo di decrescita, le persone mi guarderanno come un marziano. Però tutte le persone che vivono diversamente e che sentono un disagio nel muoversi nella società contemporanea questo discorso lo percepiscono bene cogliendone anche la valenza esistenziale e non solo di carattere politico.
La decrescita sta diventando dunque una calamita che attrae e attira tutte le persone che non sono contente di come si vive, che fino adesso avevano delle intuizioni ma non avevano chiara una prospettiva alternativa. La cosa importante è che attrae individui di tutte le fasce d’età.
Dove si sta diffondendo maggiormente?
Il maggior riscontro si ha al nord-est; ultimamente c’è un interesse molto forte nella provincia del cuneese. Provincie come queste, più contadine che non industriali, si ritrovano molte bene in quelli che sono gli ideali proposti dal movimento. Il 'libretto' della decrescita felice ha superato le 10.000 copie, cifra che per la saggistica italiana rappresenta un dato veramente incredibile. E risulta ancor più clamoroso se consideriamo che non era stata fatta nessuna recensione e gli Editori Riuniti (che lo hanno editato) non sono distribuiti benissimo.....

David Ricardo all'amatriciana

Giacomo Gabellini
Da Pomigliano D'Arco a Mirafiori, passando per Termini Imerese. La storia si ripete come farsa. Marchionne impone e dispone, governo e opposizione se ne lavano pilatescamente le mani e sindacati, un tempo "compagni", ora colletti bianchi più affaristi che mai, si appellano alla "ragionevolezza" degli operai per infilarglielo beatamente in quel posto, previo vaselinamento. Cinquant'anni di conquiste sociali spazzate via con un unico colpo di spugna sferrato del maglioncino umano, che sta inanellando un successo dopo l'altro. Un ricatto qua, una provocazione là e il gioco è fatto. C'era da aspettarselo. La creazione di una "new company" da non iscrivere assolutamente alla Confindustria, nota congrega di benefattori, in modo da eludere i vincoli del contratto nazionale di categoria al fine di trattare direttamente con i lavoratori era da considerarsi niente meno che il preludio all'attuale deriva autoritaria del Lingotto. Marchionne, in quella che alcune anime belle hanno avuto l'ardire di definire "trattativa", ha gettato sul tavolo un ultimatum a governo e dipendenti, minacciando che se questi ultimi non si fossero decisi a rinunciare definitivamente al contratto nazionale di categoria e ad accettare orari e ritmi di lavoro assai più intensi, lo stabilimento di Mirafiori avrebbe chiuso i battenti, e il governo si sarebbe ritrovato a placare i malumori di qualche migliaio di disoccupati in più.....

Italia schiava delle banche

Monia Benini
In questo lungo periodo di crisi strutturale viene da chiedersi quanto possano gli Stati europei decidere autonomamente per il bene dei propri cittadini e per la tutela della propria nazione.
Articoli, dichiarazioni, misure, provvedimenti, decreti legge, ecc…si susseguono regolarmente palesando una realtà davvero allarmante: in Italia, come nel resto del Vecchio Continente, i Governi nazionali non sono liberi di legiferare autonomamente, ma sono costretti ad obbedire ciecamente alle disposizioni di organismi internazionali nominati dalle élites del potere, del tutto autonome. Questo vale sia per la “normale amministrazione” economica e finanziaria, come può essere l’emissione della moneta, sia per i provvedimenti speciali assunti per tamponare un’emergenza che spesso, come abbiamo già visto in passato, è tutt’altro che spontanea.
Il nostro Paese è infatti erroneamente considerato una delle cosidette democrazie avanzate del mondo occidentale: il Governo emana leggi che regolano la vita sociale in ogni suo aspetto (sanità, scuola, lavoro, pensioni, giustizia, ecc…) eppure è vincolato da trattati che limitano la sua sovranità al punto tale da impedirgli di adempiere al diritto/dovere di stampare, emettere e gestire una moneta nazionale.....

giovedì 9 dicembre 2010

Julian Assange: Tarpley chiude il cerchio?

Luogocomune
Forse Webster Tarpley ha scovato l’”anello mancante” che confermerebbe i numerosi sospetti nati intorno alla figura ambigua di Julian Assange. Vero eroe della libera informazione, o gatekeeper governativo di massimo livello?
Noi già, di fronte ad un personaggio che nega categoricamente il complotto dell’11 settembre, certe conclusioni le avevamo tratte. Ma Tarpley è andato oltre, scovando una curiosa “connection” fra il titolare di Wikileaks e Cass Sunstein, ovvero l’uomo di Obama che predica proprio la cosiddetta “infiltrazione cognitiva” dei gruppi “complottisti” tramite Internet. Che dite, sarà soltanto l'ennesima casualità?
Presentiamo una breve notizia dell’ANSA di ieri, che riporta alcune opinioni di Tarpley su Assange, seguita da un commento dello stesso Webster Tarpley, scritto in italiano. [NOTA AGGIUNTIVA: Al momento l'articolo dell'ANSA non è reperibile sul loro sito]. 
WIKILEAKS: TARPLEY, E' STRIP-TEASE CIA PER COLPIRE NEMICI. A PARTIRE DA BERLUSCONI-PUTIN. LO DICE GIORNALISTA INVESTIGATIVO (ANSA) - ROMA, 7 DIC  
Le rivelazioni di Wikileaks? "Sono uno strip-tease della Cia per colpire i suoi nemici, a cominciare da Berlusconi-Putin": lo sostiene il celebre giornalista investigativo Usa, Webster Tarpley all'ANSA. Il rapporto Roma-Mosca "vuol dire fra le altre cose l'oleodotto Southstream, oggetto di odio feroce da parte della CIA....

Arrestato Assange. Non una buona notizia.

Debora Billi
Beh, è accaduto l'inevitabile. Quando tutto il mondo ti dà la caccia davvero (e non per scena, come accade con i finti terroristi e i veri mafiosi), prima o poi il cerchio si stringe e ti arrestano. Assange è finito in manette e ora chissà che fine farà Wikileaks.
Approfitto per fare qualche osservazione sul personaggio. Ovviamente, io non ho la più pallida idea di chi sia in realtà Julien Assange: ma mi hanno estremamente divertito le mille ipotesi che ho letto in giro, basate esclusivamente su cosa Wikileaks stia pubblicando. Come spesso accade, la logica è fuori a cena.
- Ha pubblicato solo ovvietà e gossip. La prima cosa da capire è che Wikileaks pubblica i documenti di cui entra in possesso. Se su tali documenti ci sono scritte solo ovvietà e gossip, la responsabilità è di chi li ha redatti, non certo di Assange.
- Non ha rivelato i segreti scottanti. Forse qualcuno non ha letto bene, anche se i giornali l'hanno più volte spiegato: i documenti NON sono tra quelli top secret, e spesso non sono neanche classificati. Se qualcuno si aspettava che la verità su Kennedy, quella sull'11 settembre, gli UFO e gli alieni, la cura segreta del cancro o la free energy fossero scritte su promemoria di ambasciate o chiacchiere di funzionari, ebbene ha letto troppi fumetti.....

Difesa, l'investimento perpetuo

Luca Galassi
Per comprare nuovi armamenti spenderemo tre miliardi e mezzo in più rispetto al 2010.
L'Italia continua a spendere in armamenti. Decine e decine di macchine da guerra, costose e inutili, verranno costruite nei prossimi 10-15 anni nel nostro Paese. Invecchieranno senza essere utilizzate in teatri di guerra, foss'anche perché le nostre sono solo 'missioni di pace'. Molte arrugginiranno, o funzioneranno solo per essere mantenute, qualora vi sia la capacità di mantenerle. Molte altre verranno costruite per far girare l'industria, italiana e internazionale.
I numeri. Lo stanziamento a bilancio per il settore Difesa per il 2011 è di 20,494 miliardi di euro. L'aumento totale è di 130 milioni di euro rispetto all'anno precedente (0,6 percento in più rispetto al 2010, 1,28 percento del Pil). La Funzione Difesa è cresciuta di 32,6 milioni di euro; la Funzione Sicurezza del territorio di 145,2 milioni di euro; le Funzioni Esterne sono diminuite di 49,8 milioni di euro; il Trattamento di Ausiliaria (personale) è cresciuto di 2,3 milioni di euro.
Sono i fondi destinati agli 'acquisti' che sono lievitati: più 8,4 percento, 3,453 miliardi, 266 milioni in più rispetto al 2010.
Dove vanno questi soldi?....

Filippine, il call-center del call-center

Gabriele Battaglia
Una nuova gerarchia nel mercato dell'outsourcing. Delhi esternalizza a Manila
Dopo l'outsourcing, l'outsourcing dell'outsourcing. Nei processi di esternalizzazione su scala globale, l'India ha infatti un nuovo agguerrito concorrente: le Filippine.
Ma non si tratta solo di concorrenza, perché le stesse aziende indiane esternalizzano a Manila e dintorni. Giovedì 2 dicembre, Tata Consultancy Services, leader indiano del software, ha per esempio aperto il suo primo call-center nell'arcipelago. Altri lo seguiranno.
Le Filippine hanno un asso nella manica: sono state una colonia degli Usa. Questo fa sì che molti giovani locali parlino perfettamente l'inglese e che, vero valore aggiunto, siano imbevuti di cultura e "stile" yankee.
L'economia che è cliente principale dei call-center di mezzo mondo va quindi sul sicuro, anche perché il personale costa meno, ancor meno che in India.
Secondo Bloomberg, un telefonista notturno può guadagnare circa 300mila pesos (poco meno di settemila dollari) l'anno, che è comunque molto di più degli 83mila di un reddito medio....

martedì 7 dicembre 2010

Londra libera tutti

Mario Braconi
Israele l’ha fatto capire chiaramente: la legge britannica che consente ad un qualunque cittadino di adire le vie giudiziarie denunciando o addirittura chiedendo l’arresto di uno straniero di passaggio sul suolo del Regno Unito, qualora questi si sia reso responsabile di crimini di guerra, ai suoi politici proprio non piaceva; figuriamoci ai militari. Uno di questi ultimi, il generale di "Tsahal", Doron Almog, certamente non ha dimenticato la sua indigesta gita a Londra del settembre del 2005.
A dispetto del fatto che il suo viaggio in Gran Bretagna fosse ufficialmente motivato da scopi sociali e benefici, verso i quali é obiettivamente sensibile per motivi personali, sul campo di battaglia Almog non è esattamente un bonaccione.
Secondo gli avvocati dello studio londinese Hickman & Rose, assunto dagli attivisti filo-palestinesi, nel 2002 avrebbe ordinato la distruzione di una cinquantina di case private palestinesi, quale rappresaglia per un attacco. E’ una violazione delle leggi internazionali di guerra che tutelano le proprietà dei civili (anche se Israele annovera questa misura tra i mezzi leciti per proteggere i suoi cittadini).....

Il commercio mondiale si rifà il trucco. Per imbrogliare ancora

Pamela Chiodi
In Occidente si spende sempre meno e i demiurghi della globalizzazione si concentrano sui Paesi in via di sviluppo. Parola d’ordine: consumare, consumare, consumare
Secondo uno studio della Unctad, la Conferenza dell’Onu sul Commercio e lo Sviluppo,  per uscire dalla crisi la ricetta è semplice: basta aumentare i consumi e sfruttare gli investimenti “verdi”. Con l’aiuto dei paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo. Ed evitando in tutti i modi le politiche protezionistiche adottate dagli Stati per proteggere dal collasso le loro industrie nazionali.
Ergo, ci vuole qualche ritocco alle regole già esistenti. «In seguito alla recente crisi economica mondiale, molti governi dei paesi sviluppati e in via di sviluppo sono stati spinti ad utilizzare strumenti di politica commerciale. Mentre l’Organizzazione mondiale del commercio ha lavorato efficacemente contro il protezionismo diffuso, emanando norme che disciplinassero il sistema multilaterale, oggi, le stesse si rivelano inadeguate a causa della rapida evoluzione delle realtà economiche. Sono presenti un maggior numero di attori economici, prodotti e servizi rispetto a quando la Wto è stata istituita. Inoltre, gli aspetti non commerciali, come la tutela dell’ambiente, sono molto più importanti»....

lunedì 6 dicembre 2010

Servi sciocchi

Massimo Fini
Che Silvio Berlusconi fosse “fatuo, vanesio, incapace, politicamente e fisicamente debole” e soprattutto “inutile” non c’era bisogno che ce lo venissero a spiegare gli americani, lo avevamo capito persino noi. Non è questa la cosa saliente. Ciò che è grave è che di fronte a questi insulti sanguinosi rivolti al nostro presidente del Consiglio, il governo italiano non solo non abbia emesso un vagito, un raglio, non abbia fatto una piega, ma si sia affrettato a dichiarare per bocca del ministro degli Esteri, Franco Frattini, e del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che “i nostri rapporti con gli Stati Uniti sono ottimi”, mentre lo stesso Berlusconi, a capo un po’ chino, accettava la classica e ipocrita pacca sulla spalla di una livida Hillary Clinton che lo gratificava come “il miglior amico dell’America”. Servi, inguaribilmente servi, eternamente servi.....

Gabriele Sandri, la vita giusta di un morto sbagliato

Antonella Giuli
 Nulla è più facile da raccontare come la vita normale di un morto sbagliato. Nella rappresentazione banale e scontata di una realtà frequente, ormai ci si è abituati a vedere, se non addirittura a giustificare, l’atto estremo di un poliziotto chiamato a fronteggiare la violenza di un delinquente qualunque, in modo tanto più sostenuto quando dall’altra parte della divisa se ne sta un reietto, uno scarto sociale dalla vita difficile, privo d’affetti ma pieno di amicizie non raccomandabili e perché no, magari teppista da stadio e pure un po’ drogato.
 Ma questa volta no. Questa volta nessuno è stato disposto a chiudere un occhio sulla brutale uccisione di Gabriele Sandri. Questa volta neanche uno a legittimare la follia di un gesto volontario che ha stroncato la vita di un bravo ragazzo nato e cresciuto bene. Questa volta il morto è sbagliato per davvero.
Gabriele Sandri non aveva una fedina penale macchiata da reati, non era un delinquente, poteva vantare il sostegno e l’amore di una famiglia sempre presente, affettuosa e benestante nonostante fosse figlio di genitori separati.....

L'arrembaggio

Giacomo Gabellini
Come è noto a chiunque sia riuscito a mantenere un briciolo di lucidità nel bel mezzo della canea mediatica scatenatasi di recente (e con sprazzi di inedita malafede), i tanti eventi che in questi ultimi tempi hanno scosso i precari equilibri diplomatici non sono altro che manovre tattiche che preludono all'imminente, inesorabile attacco frontale che i consueti "poteri forti" internazionali si stanno apprestando a sferrare.  
L'obiettivo dei grandi e facinorosi agenti del capitale è quello di assestare un colpo definitivo alla serpeggiante indisciplina tenuta da alcuni paesi europei, che si ostinano a volgere lo sguardo ad est, in direzione di Mosca, e a civettare con l'"innominato" che siede attualmente sul trono del Cremlino. Così l'Italia capitanata dal puttaniere di Arcore si è trovata in prima linea, con la Germania della traballante Merkel a ridosso. Peccato mortale, quello commesso dai due incauti paesi in questione, rei di essersi prodigati attivamente per assecondare gli ostinati approcci della Russia, interessata a stringere l'intera Europa nel suo caldo abbraccio politico ed economico.....

sabato 4 dicembre 2010

“Il cancro è causato dall’uomo”

Massimo Mazzucco
Diverse testate hanno riportato ieri la notizia di una ricerca scientifica, condotta dai professori Zimmermann e David dell’Università di Manchester, secondo la quale non si trovano tracce di cancro, nella storia dell’umanità, prima dell’era industriale.
Fatta eccezione per alcuni rarissimi casi, un approfondito esame di tutti i dati storici disponibili, sommati ai reperti fossili – umani ed animali – avrebbe rivelato l’assenza praticamente assoluta del cancro sul nostro pianeta fino agli ultimi 200 anni.
Una analisi sistematica delle centinaia di fossili risalenti al periodo del Neanderthal, ad esempio, avrebbe rivelato un solo caso di possibile cancro.
Zimmermann e David hanno voluto estendere l’esperimento fino alle mummie egizie, ed hanno messo a punto un metodo di re-idratazione ed analisi dei tessuti che avrebbe dovuto rivelare eventuali casi di tumore. Trattandosi di una civiltà nella quale la chirurgia non esisteva - sostengono i due ricercatori - i tumori avrebbero dovuto essere conservati almeno quanto il resto dei tessuti, se non meglio. Ebbene, pare che una sola mummia, su centinaia di casi analizzati, abbia mostrato i segni residui di un potenziale tumore.
In realtà, la cosa non stupisce più di tanto: visto che agli inizi del ‘900 .....

giovedì 2 dicembre 2010

South Stream mainstream

Debora Billi
Un merito l'hanno avuto questi files di Wikileaks. Mentre mezza Italia fa spallucce sulle rivelazioni riguardanti i festini del premier, cose risapute, l'altra mezza si interroga sui contenuti che spesso vanno oltre il mero pettegolezzo dato in pasto al pubblico.
Questa mattina, al programma RaiTre Agorà, si è parlato delle rivelazioni e si è parlato apertamente del conflitto tra governo italiano e governo americano per quanto riguarda il gasdotto South Stream (min. 39.22). Sentire discorsi simili in un programma mattutino fa un po' effetto, anche se è Giulietto Chiesa, esperto da sempre di cose russe, a mettere il dito nella piaga. Giulietto Chiesa dice anche apertamente che il leaking di Wikileaks è evidentemente un'operazione di intelligence, vòlta a mettere in difficoltà il governo americano oltre ai governi di mezzo mondo. (min.26)
Per quanto concerne South Stream, Chiesa sostiene che Berlusconi ha dato molto fastidio agli americani ed a una parte degli europei appoggiando il gasdotto. Segue una rissa furibonda con Guzzanti, poi Chiesa (min.42) prosegue affermando che la politica energetica del nostro governo ha aperto un problema nella tenuta della NATO, sia verso l'Ucraina che verso la Georgia.....