domenica 29 maggio 2011

Dalla Libia con amorefurore

Fulvio Grimaldi
Torno da Tripoli, Libia, con nelle orecchie ancora lo schianto delle bombe che hanno incenerito, secondo la Nato, “otto navi da guerra di Gheddafi che sparavano sui civili di Misurata” che poi, quanto a quelle che ho visto esplodere e incenerirsi nel porto commerciale di Tripoli, erano due motoscafi della Guardia Costiera, fermi lì causa blocco navale Nato fin da quando li vedevo dal vicino albergo a metà aprile, e un cargo da trasporto pieno di rifornimenti per un popolo che si vuole gaza-izzare.
Basta vedere le file chilometriche delle auto ai distributori di benzina, nel paese più ricco di petrolio di tutta l’Africa, per capire che paralisi e agonia tipo Gaza o Iraq è nei piani di chi dall’ONU era stato autorizzato soltanto a inibire voli e uccisione di civili. Le raffinerie erano già poche e ora sono in massima parte sotto controllo dei mercenari Nato di Bengasi. 
Si incomincia a non riuscire più a raggiungere la scuola, l’ospedale, il mercato, gli uffici, i parenti, il lavoro. E da fuori la grande armata Nato, che fa affogare i migranti in fuga dalla Libia perché l’aggressione gli ha fatto perdere lavoro, casa, scuola, sanità, dignità, blocca perfino la benzina per i trasporti privati (i mezzi armati corrono su nafta), come anche farmaci e soccorsi di ogni genere.....

Anche il governo svizzero dice No all’atomo

Andrea Bertaglio
Un altro paese europeo si appresta a dare il ben servito l’energia nucleare. Questa volta è il turno della Svizzera che ha annunciato il suo addio all’atomo entro il 2034. La decisione è stata formalizzata dal Consiglio federale: “Gli impianti esistenti dovranno essere disattivati alla fine del loro ciclo di vita e non saranno sostituiti”.
Per far fronte a questa scelta, il governo elvetico ha lanciato la sua “strategia energetica 2050” basata su una maggiore efficienza, sul potenziamento dell’idroelettrico e delle rinnovabili. E, se necessario, anche “sulla produzione di elettricità a partire da combustibili fossili”, come impianti di cogenerazione e centrali a gas a ciclo combinato.
Oltre all’impatto emotivo dovuto al disastro di Fukushima, sulla decisione di Berna ha pesato il “prevedibile aumento del costo del combustibile nucleare”. Ma non solo.....

giovedì 26 maggio 2011

Grecia. E adesso si scappa in campagna

Debora Billi
Quando ho letto il breve commento su questo blog ho pensato ad una bufala, anche per la foto che è relativa ad uno sciopero di un anno e mezzo fa.
Così ho cercato qualche conferma, e ahimé ho scoperto che è vero: è stato il Guardian, un paio di settimane fa, a raccontare che i greci se ne vanno dalle città per cercare una vita più sostenibile e conveniente nelle campagne.
Non credevo che sarebbe successo così presto. Anzi: malgrado lo vada predicando da anni, non credevo sarebbe stato possibile vedere la migrazione in campagna di una Nazione che subisce la fase terminale di una crisi. Sapete com'è, si crede razionalmente all'impensabile ma non lo si vuole accettare.
Mi stupisce anche una presa di coscienza così rapida dell'invivibilità delle città in caso di gravi problemi economici e di organizzazione strategica.....

mercoledì 25 maggio 2011

Medicine non convenzionali. L’omeopatia.

(ASI) Intervista di Fabio Polese al Dott. Tancredi Ascani, medico chirurgo perugino che pratica la medicina non convenzionale dell’omeopatia.
Dott. Ascani, quali sono le differenze concrete tra la medicina cosiddetta convenzionale e l’omeopatia?
 La prima grande differenza è di natura filosofica. La medicina tradizionale indaga l’uomo secondo una visione materialista detta “riduzionista”: ha la pretesa cioè, di comprendere l’uomo andandolo a studiare nelle sue componenti più piccole (geni, cellule, enzimi ecc). Così facendo però si rischia di perdere di vista la “persona” nella sua totalità che non è una semplice macchina in cui le parti agiscono separatamente le une dalle altre. Nelle medicine non convenzionali l’attenzione invece è posta principalmente sulla “persona” e su tutti i fattori più importanti che influiscono sulla sua vita. Le faccio un esempio: quando compilai le mia prima cartella clinica in ospedale mi imbattei in una paziente sulla sessantina piena di problemi sia fisici che psicologici, ricoverata più volte e sempre dimessa con lunghe prescrizioni di farmaci, uno per ogni disturbo che la affliggeva. La paziente però stava sempre peggio. All’epoca io già frequentavo la Scuola di Omeopatia e sapevo bene che l’aspetto psicologico e il vissuto del paziente sono sempre di vitale importanza per comprendere le cause che hanno portato alla malattia. La signora mi riferì infatti che tutti i suoi mali erano iniziati dopo la morte del marito......

Nuove Fukushima all’orizzonte: il pericolo arriva dall’Armenia

Claudio Riccardi
Mentre in Italia e nel mondo i politici e le platee si scaldano intorno al futuro del nucleare, c’è qualcosa più forte e temibile delle parole che fa temere per il presente e per il futuro. Si tratta delle centrali che ancor oggi funzionano secondo tecnologie obsolete e parametri di sicurezza inadeguati.
Una “selva” di Fukushima che proprio come in Giappone sono particolarmente esposte agli agenti naturali, e preannunciano seri rischi di catastrofe.
Un esempio lo offre Metsamor, reattore incastonato nella minuscola Armenia, tra le montagne del Caucaso meridionale. Qui, al confine tra il continente europeo e quello asiatico, nel 1976 i sovietici deciso di erigere una struttura da 400 MW, a soli 30 km dalla capitale Erevan.
Progettata per restare in vita fino al 2001, Metsamor in realtà è attiva tutt’ora e tale rimarrà fino al 2017, per un motivo molto semplice: da sola fornisce il 40% dell’elettricità di tutto lo Stato, in barba ai rischi di un suolo che trema, spesso e in modo violento.....

venerdì 20 maggio 2011

Paolo Mieli, la "violenza giusta" e la rivolta italica

Debora Billi
Ieri sera, ad Anno Zero, si è sentita la seguente affermazione (vado a memoria):
Quando i cittadini non vengono ascoltati, prima o poi ricorrono alla violenza. E se i pastori sardi o chiunque altro finiscono col ricorrere alla violenza, non si può dar loro la colpa: la colpa è di chi non li ha ascoltati.
Chi ha così discettato sulla "violenza giusta" e sul diritto dei cittadini a rivoltarsi?
Paolo Mieli.
Il personaggio più soporifero e inquadrato e mainstream che abbia mai calcato i patrii studi televisivi. Il giornalista più barboso e predicante e aderente alla vulgata economica che siamo mai stati costretti a sorbirci. Paolo Mieli. Faccio male ad appisolarmi ogni volta che appare, devo ripromettermi di ascoltarlo attentamente d'ora in poi.....

Fukushima: probabili errori umani e danni più gravi di quanto detto sinora

Danni più gravi di quanto era stato detto sinora e probabili errori umani. L'incubo nucleare che da oltre due mesi sta vivendo il Giappone appare sempre più terrificante.
I tecnici della disastrata centrale di Fukushima Daiichi sono ritornati oggi nell'edificio del reattore numero due, considerato particolarmente instabile, per la prima volta da quando il 15 marzo scorso all'interno dell'unità si verificò una violenta esplosione dovuta all'idrogeno.
Muniti di tute protettive e di bombole di ossigeno, quattro dipendenti della società che gestisce l'impianto hanno ispezionato i locali interni per analizzarne le condizioni ambientali, in vista delle operazioni di ripristino del sistema di raffreddamento.
Nei prossimi giorni la Tepco procederà con le analisi delle apparecchiature per capire quale sia il reale stato attuale del reattore numero due che, come l'unità n.1, si teme possa aver subito la fusione del nocciolo e il danneggiamento del contenitore di pressione.....

E anche questa è fatta

Stefano Montanari
Stringo i denti, sapendo che entro un paio di giorni sarà tutto finito. Intanto tengo la radio dell’automobile sintonizzata su una stazione che trasmette le canzoni della compianta Nilla Pizzi con le dediche di Samantha (acca quasi in fondo) a nonna Giuseppina e di Christian (acca quasi all’inizio) a nonno Pippo.

Pur difendendomi dietro una barriera anti-radio-TV, dagli attacchi che ricevo via posta elettronica e telefono mi è impossibile salvaguardarmi. Le elezioni. C’è chi vuole da me un commento sulle elezioni. Da me? Perché da me?
 Che posso dirvi io se non che, come accade da un sessantennio, hanno vinto tutti? Che posso dirvi io se non che non cambierà niente? Il defunto Tomasi di Lampedusa e il suo Gattopardo vivono sempre tra noi.
L’unica considerazione che posso fare è quella sulla travolgente avanzata dei grillini.....

mercoledì 18 maggio 2011

Critica della ragione mercantile

Eduardo Zarelli
La globalizzazione è l’iperbole dell’utopia mercantile, dell’idea che il “benevolo” commercio porti la pace e l’armonia universale tra gli individui. Idea nella realtà violenta e unilaterale, perché chi si rifiuta di farsi “armonizzare”, cioè colonizzare con le suadenti armi del mercato, è semplicemente bandito dall’umanità, nemico assoluto del genere umano contro il quale ogni misura repressiva e/o bellica è non solo lecita, ma doverosa.
Di economia non si parla prima di Platone e Aristotele. Questo non significa che prima non esistessero pratiche materiali. Queste, principalmente la sussistenza comunitaria e la riproduzione dei gruppi sociali, non sono pensate come una sfera autonoma. Non esisteva qualcosa come la “vita economica”, bensì la vita tout court.....

martedì 17 maggio 2011

Referendum nucleare: meglio sardi che mai

Debora Billi
E' la notizia più accuratamente nascosta dai giornali di stamattina (insieme al dilagante trionfo dei 5 stelle), e la cosa non stupisce.
I sardi sono andati zitti zitti a votare per il loro referendum sul nucleare, hanno raggiunto il quorum, e hanno detto no per oltre il 97%. Neanche Ceausescu aveva mai aspirato a tanto.
Il signore qui accanto per molti è simbolo di arretratezza ed incultura. Ma se guardate bene la sua faccia furbetta, vi verrà qualche dubbio: ovvero, che la sappia molto più lunga di quanto non si creda.
I sardi sono così. Qualcuno sapeva che sono stati loro a portare Internet in Italia? E allora, perché stupirsi del fatto che la sappiano usare anche meglio di noi?
Saranno anche pecorari, ma possono insegnarci molto su come non essere pecore. E sono convinta che dalla Sardegna arriveranno altre sorprese nei prossimi mesi.....

lunedì 16 maggio 2011

Usa: chi è il terrorista?

Massimo Fini
L’Occidente si considera una “cultura superiore” (nuovo conio del razzismo, essendo diventato quello classico impresentabile dopo Hitler), ritiene di avere i valori migliori, anzi assoluti, e quindi il dovere morale di imporli, abbattendo dittature, autocrazie, teocrazie e quei Paesi, come l’Afghanistan talebano, dove si pratica l’intollerabile sharia (ma la sharia non c’è anche in Arabia Saudita?
E che c’entra? Quelli sono alleati).
E vediamola allora, a volo d’uccello, la storia della “cultura superiore”.
Dal 1500 al 1700 portoghesi, spagnoli e inglesi si specializzarono nella tratta degli schiavi (la schiavitù era scomparsa da mille anni, col crollo dell'impero romano). Ma nel 1789 arrivò la Rivoluzione francese con i suoi sacri principi: libertè, egalitè, fraternitè. Peccato che l’800 sia stato il secolo del colonialismo sistematico europeo. I “sacri principi” non valevano per gli altri.....

giovedì 12 maggio 2011

Bobby Sands, per la libertà d'Irlanda

L'opionione di Fabio Polese di ritorno da Belfast

BELFAST - In nord Irlanda, nel cuore dell’Europa è in atto ancora un conflitto. Un conflitto che urla la sua voglia di libertà dall’oppressore britannico. I famosi murales che siamo abituati a vedere in molti siti internet quando digitiamo su un qualsiasi motore di ricerca la parola “nord Irlanda” e in alcuni depliant di agenzie di viaggi, rimbombano forte il ricordo dei caduti per la lotta che i repubblicani irlandesi – ancora oggi – portano avanti con determinazione.
E così anche i muri riescono a parlare. Penso proprio a questo mentre sto camminando per le vie di Belfast. Adesivi, manifesti, scritte e veri e propri disegni artistici campeggiano per tutta la città. Soprattutto nelle zone più calde sia cattoliche che protestanti. Mentre sono intento a guardare tutto quello che ho attorno arrivo a destinazione: Falls Road, il quartiere nazionalistico e repubblicano di Belfast. E’ il 5 maggio e per gli irlandesi del nord Irlanda questa è una data particolare.....

Il genocidio necessario

Haarpo
 Dietro le numerose ed insistenti preghiere rivoltemi  dagli  amministratori di questo blog ho deciso di regalarvi il privilegio di ascoltare la mia voce. 
Prima di tutto mettiamo in chiaro una cosa:  io non sono come voi. Sono superiore. Faccio parte della categoria di persone alle quali i più attenti di voi addebitano lo stato di degenerazione in cui è scivolato il mondo. 
Uno di quelli che controllano, organizzano, manipolano la società al solo scopo di preservare l'antico status di invisibile sovranità di cui gode la mia stirpe. Il mio nome non lo rivelerò, anche perchè dubito che vi direbbe qualcosa. Se proprio ci tenete potete chiamarmi Vostra Maestà, o Massimo Regnante, oppure Occhio che Tutto Vede. 
L'organizzazione alla quale mi fregio di appartenere è tra le più potenti del mondo, e come si conviene alle organizzazioni di siffatta portata, è totalmente ignota alla gente comune.....

mercoledì 11 maggio 2011

Il nemico dell'occidente

Fabio Falchi
Secondo Lucio Caracciolo anche se «non sapremo mai tutta la verità sui fatidici minuti del raid di Abbottabad [bisogna lasciare] i dietrologi alle loro esercitazioni, non perché non siano legittime, ma perché inutili. Peggio: devianti. Ci impediscono di guardare alla sostanza». (1) E la sostanza sarebbe che nel decennio della “guerra al terrorismo” è la Cina che avrebbe vinto a spese degli Usa e di «noi occidentali»: all’inzio del secondo millennio l’America era la «superpotenza solitaria», mentre oggi gli Stati Uniti, pur essendo ancora la prima economia mondiale , sono indebitati fino al collo, in particolare con la Cina. E lo sono anche per il costo della “guerra al terrorismo”, tanto che per Caracciolo (che non può fare a meno di chiedersi a che serva la strapotenza militare statunitense se Washington non è capace né di vincere né di terminare questa guerra) l’America di Bush sarebbe caduta nella trappola dei “terroristi islamici” «per sfortuna del suo paese – e di noi europei occidentali, che della protezione a stelle e strisce abbiamo goduto per i migliori decenni della nostra modernità». Pertanto ad Obama non rimarrebbe altro che il difficile compito di uscire dal labirinto afghano, per concentrarsi sugli “affari” che contano: l’economia e la competizione con la Cina (in sostanza, la stessa cosa).....

martedì 10 maggio 2011

Trent’anni dalla morte di Bobby Sands. Racconto dal nord Irlanda

Federico Cenci e Fabio Polese
ASI) BELFAST - Il percorso che avrebbe portato il ventisettenne irlandese Bobby Sands a morire di stenti iniziò il 1° marzo 1981, quando il giovane Comandante dell’IRA cominciò uno sciopero della fame - il secondo dopo quello del dicembre 1980 - nel carcere di Long Kesh, nel Nord Irlanda. L’obiettivo del suo gesto, seguito presto da altri detenuti dell’IRA, era quello di richiedere ai suoi carcerieri, ossia ad un riluttante governo britannico, alcuni diritti che avrebbero consentito agli esponenti dell’IRA di ottenere lo status di prigionieri politici.  L’impassibilità del governo britannico sembrò all’improvviso, durante i primi giorni d’aprile, essere scalzata da un evento apparentemente propedeutico. Delle elezioni suppletive, a seguito della morte inaspettata di un membro del parlamento britannico per la circoscrizione di Fermanagh-South Tyrone, consentirono, infatti, alla comunità cattolica di cogliere l’opportunità di candidare il detenuto repubblicano Bobby Sands.....

Ecomafie, non Green Economy: il Salento in rivolta

Giorgio Cattaneo
«Aiuto, il Salento sta morendo». Di cemento? Sì, ma non quello dei soliti palazzi. Il nuovo nemico ha un nome suggestivo e ingannevole: green economy. Che per il “Forum ambiente e salute”, network di comitati e associazioni per la difesa del territorio, in Puglia fa rima con devastazione, malversazioni spregiudicate e persino infiltrazioni mafiose per il facile riciclaggio di denaro sporco. «La green economy industriale sta devastando il nostro futuro». Paradosso? Forse, se l’avvenire che gli ambientalisti temono è fatto di «morte distese di ciminiere, mega pale eoliche e deserti di pannelli fotovoltaici, di cemento, di asfalto, di cave e discariche persino nucleari», là dove crescono gli uliveti più belli d’Italia, davanti a una costa tra le più affascinanti del Mediterraneo.
Ma la Puglia non era il modello perfetto della nuova energia alternativa, decantato dal governatore Nichi Vendola? I comitati salentini inorridiscono, gridando al tradimento. E ora si appellano a Beppe Grillo, con una lettera aperta che è un invito alla mobilitazione politica contro «la truffa pugliese dell’energia pulita».....

lunedì 9 maggio 2011

Dalla Cirenaica alla Val d'Agri

Debora Billi
Questa mi era scappata. D'altronde, non è che sia stata pubblicizzata con tanti strombazzamenti: è comprensibile, tra sponsali reali e ammazzamenti di Macchia Nera una notizia del genere non è delle più appassionanti. Titola bene la Gazzetta del Mezzogiorno: La Basilicata fornirà il petrolio "perso" nella guerra in Libia. Non è ovviamente così, visti i quantitativi forniti dalla Libia che non è certo facile rimpiazzare; ma è un pensiero malizioso che sorge alla mente leggendo del nuovo memorandum di intesa firmato dallo Stato e dalla Regione Basilicata per accelerare e persino raddoppiare le estrazioni petrolifere di Eni e Total nella già abbastanza martoriata Val d'Agri.....

domenica 8 maggio 2011

Le vere conseguenze della falsa morte di bin Laden

Massimo Mazzucco
Pochi avrebbero potuto immaginare che il tentativo di “chiudere in bellezza” la grande menzogna del 9/11, propinandoci la falsa uccisione di bin laden, si sarebbe trasformato in un boomerang clamoroso per l’intera amministrazione americana. 
Ma ora che inizia a dissolversi il polverone sollevato dalla improbabile “morte” di bin Laden, si cominciano ad intravvedere le conseguenze a lungo termine che questo clamoroso infortunio mediatico potrà avere sul futuro complessivo della vicenda 9/11.
Se infatti la morte di bin Laden è falsa, bisognerà dedurre che anche colui che è stato spacciato per bin Laden in tutti questi anni fosse un falso. E se costui era un falso, bisognerà concludere che l’intero apparato di “distrazione di massa” che ruotava intorno a questo personaggio – AlQueda compresa - non fosse che una grandiosa messinscena, creata ad arte per giustificare guerre, invasioni e massacri di portata globale di fronte alle masse più credulone.
In altre parole, la falsa morte di bin Laden conferma fin dalle radici la falsità dell’intera versione ufficiale sul 9/11. Non a caso gli amici debunker si stanno arrampicando sugli specchi, ...

sabato 7 maggio 2011

Meno male che Silvio c'è

Stefano Montanari
Uno degl’incidenti che accadono di tanto in tanto in sala operatoria è che il paziente si svegli mentre il chirurgo è al lavoro. Un guaio per riparare il quale occorre subito l’opera dell’anestesista che, con le sue arti, rispedisce il malcapitato nel mondo dei sogni cosicché il chirurgo possa riprendere indisturbato a tagliare e a cucire.
Io ammetto di non essere mai stato un ammiratore del politico-chirurgo Berlusconi ma, del resto, non riesco a provare sentimenti positivi per nessuno dei cosiddetti politici maggiori che infestano la scena attuale, dovunque costoro si collochino. Comunque sia, devo ammettere che ho apprezzato, e non poco, la schiettezza e l’onestà intellettuale del nostro primo ministro quando ieri ha detto, traducendo le sue parole: “Cari Italiani, voi sapete benissimo che io e tutta la combriccola avremmo voluto costruire un po’ di centrali nucleari qua e là lungo la Penisola. Purtroppo, scalogna ha voluto che proprio ora saltasse in aria una centrale giapponese e che noi non ce l’abbiamo fatta a tenervi nascosta o, per lo meno, a taroccare più di tanto l’informazione. Così, se il mese prossimo davvero si facesse il referendum, noi della combriccola non avremmo scampo, visto che, almeno momentaneamente, vi siete svegliati. E allora, niente referendum e noi le centrali le faremo lo stesso, ripartendo non appena i nostri scienziati bunga bunga vi avranno ridotto di nuovo in stato vegetativo.”.....

venerdì 6 maggio 2011

Siria: chi c'è dietro il movimento di protesta?

Michel Chossudovsky
La fabbricazione del pretesto per un "intervento umanitario" di USA/NATO
Ci sono evidenze di gravi manipolazioni da parte dei media e di falsificazioni fin dall'inizio del movimento di protesta nel sud della Siria a partire dal 17 marzo.
I media occidentali hanno presentato gli avvenimenti in Siria, come parte del più ampio movimento arabo di protesta pro-democrazia, diffusosi spontaneamente dalla Tunisia, all'Egitto, dalla Libia alla Siria.
La copertura mediatica è concentrata sulla polizia siriana e sulle forze armate, che sono accusate di sparare e uccidere indiscriminatamente manifestanti disarmati a favore della democrazia. Se queste sparatorie da parte della polizia si sono effettivamente verificate, i media non hanno però menzionato che tra i manifestanti c'erano uomini armati e cecchini che sparavano sia alle forze di sicurezza che ai manifestanti.....

giovedì 5 maggio 2011

Anima mundi

Eduardo Zarelli
I luoghi hanno un’anima, dice Hillman nel suo saggio L’anima dei luoghi. Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana. Un tempo, nell’antichità, le potenze apparivano in luoghi specifici: sotto un albero, presso una sorgente, un pozzo, su una montagna, in un pianoro, all’ingresso della tana di un serpente. Gli uomini circondavano il luogo di pietre: per proteggere la sua interiorità. Nascevano i templi; consacrati a queste divinità: gli Àuguri ritualizzando il Genius loci fondavano le città.
Oggi, il funzionalismo razionalistico cela l’interiorità dei luoghi. Vediamo ciò che appare, le facciate dei palazzi, il manto urbano, i campi pianificati a giardino o monocoltura e dimentichiamo che là sotto c’è una topografia dinamica, interiore, fatta di sentimenti e memorie, figure e forze, fantasie e pensieri. Prendiamo un paese meridionale, le mura bianche riverberano di luce solare e i portoni ostinatamente chiusi nascondono all’indiscreto le preziose atmosfere intimistiche dell’urbanità siciliana. «La facciata - scrive Hillman - non è niente di speciale, ma dietro si trova il cortile, il giardino protetto da alti muri, la piccola fontana». Quello è il dentro del luogo.....

lunedì 2 maggio 2011

La morte di Osama bin Laden

Massimo Mazzucco
E’ morto un uomo che non è mai esistito.
Intendiamoci, un signore di nome Osama bin Laden su questa terra è esistito, per un certo periodo di tempo, ma la sua vita reale non ha avuto nulla a che fare con quello che crede la gente. Il vero Osama bin Laden, di professione sceicco, si è dedicato negli anni ’80 all’organizzazione della militanza islamica contro l’invasione russa in Afghanistan. Per fare questo ha avuto l’appoggio, concreto e programmato, della CIA, che gli ha fornito non soltanto “armi e munizioni”, ma anche gli stessi uomini importati dai paesi arabi – i cosiddetti Mujaheddin – per combattere al suo fianco. 
Da questa figura tridimensionale, già di per se sfuggevole ed ambigua, è nato il personaggio a due dimensioni ad uso strettamente mediatico, che tutti conoscono come Osama bin Laden. Naturalmente, per poter gestire con disinvoltura il personaggio a due dimensioni, è stato necessario uccidere quello reale......

Osama bin Laden è morto. Mezza sconfitta americana?

Carlo Gambescia
La notizia è clamorosa:
."Osama Bin Laden e' stato ucciso da un commando americano in Pakistan: il presidente Usa Barack Obama lo ha annunciato in un discorso in diretta alla nazione. Il terrorista è stato ucciso vicino a Islamabad. Il corpo è stato recuperato ed è in mano alle forze Usa".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/05/02/visualizza_new.html_875570582.html
Come commentarla?Intanto, che l’ “operazione” - almeno per quanto finora ne sappiamo - non è un grande successo, come invece sostengono i media. Perché? Per un ragione molto semplice: dal punto di vista propagandistico una “Norimberga” avrebbe consentito agli statunitensi di tenere ulteriormente accesi i riflettori mediatici e politici su un altro cattivo della storia, da punire esemplarmente. Invece, l’eliminazione di Osama bin Laden, così come è avvenuta, "puzza" di operazione di intelligence in stile sudamericano. E, per inciso, neppure in stile israeliano, perché con i nemici simbolici, come i nazisti (si pensi ad Eichmann, rapito all'estero e processato in Israele) Gerusalemme ha sempre mostrato di preferire la grande messa in scena del processo pubblico......