giovedì 30 giugno 2011

Freedom Flotilla, tra attesa e rinvii

Angela Lano
Corfù (Gr), giovedì 30 giugno.
E' una guerra di nervi quella scatenata da Israele, che alterna articoli-bufala, minacce, sabotaggi, addestramenti e simulazioni di attacchi, rivelazioni contro la Freedom Flotilla.
Quella della Freedom Flotilla 2 è ormai una situazione fluida, dinamica: notizie che danno la partenza per imminente e altre che parlano di rinvii. L'unico elemento certo è che oggi non si parte. E probabilmente neanche nei prossimi giorni. I motivi sono diversi, dai sabotaggi a due (o tre?) barche, alle ispezioni in corso a quella statunitense; alle enormi pressioni che il regime di Tel Aviv sta facendo sul governo greco, e così via.
Questa mattina, si è appreso che la nave irlandese, ormeggiata in un porto turco, non potrà far parte della Flotilla a causa dei seri danni subiti nella notte tra martedì e mercoledì, che necessitano di diversi giorni per la riparazione.....

lunedì 27 giugno 2011

No TAV Val Susa - diretta. Conquista, molto provvisoria.

Debora Billi
Come potete leggere su tutti i giornali, stamattina alle ore 6,30 circa è partito l'attacco delle forze dell'ordine al presidio NoTAV in Val Susa.
Al momento ci sono ancora ben mille persone, disperse per i boschi e sulla montagna. Sono stati usati i gas lacrimogeni a lunga gittata, guidati nei lanci dagli elicotteri. Molte persone, specialmente anziane (molti gli anziani presenti) si sono sentite male.
Un attacco criminale ad una barricata: montata sulla strada, era sorvegliata da dieci ragazze che vi si trovavano sedute sopra. La barricata è stata aggredita con una ruspa noncurante della presenza delle persone, rischiando di ferire gravemente qualcuno.
I giornali riportano che c'è stato un lancio di pietre all'indirizzo delle ruspe: la notizia è del tutto falsa, i valligiani hanno lanciato solo vernice e nessuno ha tirato neppure un sassolino. Viene da dire che tanto vale lancino pietre, visto che comunque lo scrivono lo stesso.
I giornali riportano anche che il piazzale è stato "riconquistato" dalla Polizia. Dalla valle mi garantiscono che si tratta di un successo sicuramente solo momentaneo. Nei prossimi giorni la mobilitazione sarà tale che probabilmente la storia non è proprio finita qui. La resistenza continua....

giovedì 23 giugno 2011

Clamoroso: Emma Marcegaglia e Roberto Castelli sono diventati “ NI – TAV ” !!!

Maurizio Gasparello
Da non credere a quello che si legge, a pag. 8, su "Il Sole 24 Ore" di oggi, 22 giugno 2011. 
Nell’articolo “Infrastrutture, una priorità”, l’Emma nazionale continua a spronare il governo ad avere come priorità il rigore nei conti pubblici. Quindi, iniziando finalmente anche lei a rendersi conto che i soldi a disposizione di Tremonti sono quelli che sono, aggiusta il tiro sulle priorità (ma quante priorità ha questa donna?) dello sviluppo e proclama: «“grandi opere”, certo, ma anche le piccole opere», raccogliendo così le preoccupazioni dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), che da tempo chiede maggiore attenzione alle infrastrutture locali. Le fa da controcanto Paolo Buzzetti, che da Presidente dell’Ance e Federcostruzioni, dichiara: «è evidente che la legge obiettivo ha fallito (…) e dunque va modificata», e propone a Castelli di rivedere le priorità (che in Italia paiono essere piuttosto ondivaghe), dando spazio anche a opere di taglio medio e piccolo, aggiungendo «chi l’ha detto che i nodi urbani sono meno importanti della Torino-Lione»? Non male per gente che, fino a ieri, non vedeva l’ora di militarizzare la Valle di Susa per imporre i cantieri del TAV....

Il governo italiano diventa "umanitario"

Massimo Mazzucco
A furia di seminare fregnacce, si finisce per inciamparci dentro. Pare essere questo il destino del nostro Ministro Frattini, che ieri ha espresso la necessità di una sospensione delle incursioni armate in Libia – scrive l’ANSA - per consentire la creazione di corridoi umanitari in grado di aiutare la popolazione.
Ma come, Ministro Frattini, non eravamo andati in Libia proprio per motivi umanitari? Come siamo passati dalla necessità di bombardare “per motivi umanitari” a quella di sospendere i bombardamenti “per motivi umanitari”?
A quanto pare l’aggettivo “umanitario” è diventato un aggettivo universale, che si può usare in qualunque frangente, pur di dare una valenza positiva a quello che si sta facendo. Ne è la prova la frase, ancora più contorta, di Frattini, quando dice che è "fondamentale la cessazione umanitaria delle azioni armate".
Nemmeno nel “Guinness degli ossimori” una frase del genere troverebbe posto.
Che cos’è una “cessazione umanitaria delle azioni armate”, Ministro Frattini? Esiste forse anche una cessazione “disumana” dei bombardamenti? Si può smettere di bombardare i civili perchè ci fanno pena, ma anche magari per fargli un dispetto?
Il vero problema, naturalmente, non sta nelle buffe contorsioni a cui sono costretti i nostri politici ….

martedì 21 giugno 2011

Treno, addio: la decrescita forzata

Debora Billi
Per la prima volta, quest’anno, mi ritrovo alla decrescita forzata. Finora le attività “decrescitistiche” sono state una scelta personale, così come accade per tanti. Ma quando la decrescita diventa una costrizione, significa che si comincia ad impattare con quella ineluttabile fase discendente che in tanti abbiamo immaginato negli anni scorsi.
E’ giusto precisare che c’è una bella differenza tra “decrescita forzata” e “non avere i soldi”, prima che salti su la solita anima bella a reclamare che chi “non arriva a fine mese” è da un pezzo che decresce. La decrescita forzata significa dire addio non solo a cose indispensabili, ma anche prive di alternativa. Non significa dover lasciare l’auto, ad esempio, per i mezzi pubblici o la bici. Significa invece rinunciare senza altre soluzioni disponibili. Ci troveremo sempre più spesso a fare di queste scelte.....

lunedì 20 giugno 2011

Flop ad Alta Velocità. I numeri che nessun vuol sentirsi dire.

Luca Mercalli
Le grandi opere non le vuole più nessuno, salvo chi le costruisce e la politica bipartisan che le sponsorizza con pubblico denaro. Dell’inutilità del Ponte sullo Stretto non vale più la pena di parlare, e dell’affaruccio miliardario delle centrali nucleari ci siamo forse sbarazzati con il referendum. Prendiamo invece il caso Tav Val di Susa.
Per i promotori si tratterebbe di un progetto “strategico”, del quale l’Italia non può fare a meno, sembra che senza quel supertunnel ferroviario di oltre 50 km di lunghezza sotto le Alpi, l’Italia sia destinata a un declino epocale, tagliata fuori dall’Europa.
Chiacchiere senza un solo numero a supporto, è da vent’anni che le ripetono e mai abbiamo visto supermercati vuoti perché mancava quel buco. I numeri invece li hanno ben chiari i cittadini della Valsusa che costituiscono un modello di democrazia partecipata operante da decenni, decine di migliaia di persone , lavoratori, pubblici amministratori, imprenditori, docenti, studenti e pensionati, in una parola il movimento “No Tav”, spesso dipinto come minoranza facinorosa, retrograda e nemica del progresso. Numeri che l’Osservatorio tecnico sul Tav presieduto dall’architetto Mario Virano si rifiuta tenacemente di discutere.....

venerdì 17 giugno 2011

Con l'alibi della democrazia

Marco Tarchi
Il mondo in cui viviamo, ci sentiamo ripetere un po' in tutte le sedi da un abbondante paio di decenni, ha oltrepassato l'epoca delle infatuazioni ideologiche e dei pregiudizi che a lungo ne erano derivati. Una volta lacerato il velo d'ignoranza che quei condizionamenti avevano tessuto, ci troveremmo dunque a dover fare i conti con le cose nude e crude e, congedate le astratte diatribe, saremmo obbligati a muoverci, finalmente, sul terreno della prassi. Le opinioni pubbliche, si dice con crescente frequenza, esigono risposte concrete a problemi reali. Gli eterei dibattiti sui modelli ideali di società, sui traguardi luminosi dell'umanità e sulle presunte incarnazioni del Paradiso in terra che hanno ubriacato le folle del ventesimo secolo sarebbero diventati relitti da museo, passatempi per sparute conventicole incapaci di prendere la misura dei tempi nuovi.
Così, non c'è dubbio, pretenderebbe che stessero le cose secondo la vulgata massmediale.....

mercoledì 15 giugno 2011

E.Coli: il batterio ingegnerizzato?

Mike Adams
Anche se la gara per dare la colpa ai vegetali è attualmente in corso in tutta l'UE, dove un ceppo di E. Coli super resistente sta facendo ammalare pazienti e riempendo gli ospedali in Germania, praticamente nessuno sta parlando di come l'E.coli è magicamente diventato resistente a otto diverse classi di farmaci antibiotici e poi, improvvisamente, è apparso nella catena alimentare.
Questa particolare variante dell'E.coli è un membro del ceppo
O104,resistenza, devono essere ripetutamente esposti agli antibiotici al fine di fornire la "pressione di mutazione" che li spinga verso l'immunità completa al farmaco.
Quindi, se siete curiosi di conoscere le origini di tale ceppo, potete in sostanza  analizzare in dettaglio il codice genetico dell'E.coli e  determinare con sufficiente precisione a quali antibiotici è stato esposto durante il suo sviluppo. Questo passo è stato fatto (vedi sotto), e quando si guarda la decodificazione genetica di questo ceppo O104 che ora minaccia i consumatori di prodotti alimentari in tutta l'UE, emerge un quadro affascinante di come è stato generato.....
e i ceppi O104 non sono quasi mai (normalmente) resistenti agli antibiotici. Per acquisire tale

Usa, reti internet segrete per incoraggiare rivolte

Federico Cenci
Sul fronte della politica interna Obama ha oggi le sue gatte da pelare. Si registrano, infatti, dure prese di posizione del Senato americano nei confronti dell’amministrazione democratica: aspre critiche giungono per aver agito in Libia senza prima consultare il Congresso, oltre alla richiesta di un ritiro delle truppe dall’Afghanistan a ritmi sostenuti ma già a partire dal mese prossimo.
Se ne ricava una sempre più diffusa insofferenza interna (che non è solo politica, ma anche civile) verso le missioni militari, un malessere pernicioso con il quale l’amministrazione Obama ha l’obbligo di confrontarsi. Far smettere i panni dello “sceriffo del pianeta” allo zio Sam, tuttavia, non sembra essere la ricetta che l’amministrazione democratica sta contemplando. Piuttosto, si preferisce attuarne una versione più edulcorata, adatta alle esigenze del momento: favorire l’esportazione di democrazia attraverso internet, facendo così riporre allo sceriffo la pistola nella fondina.....

lunedì 13 giugno 2011

Ha vinto il buonsenso

Alessio Mannino
Quorum raggiunto e plebiscito per i sì, a chi la vittoria? Non al centrosinistra, non a questo o quel partito (volendo, l’unico autorizzato ad attribuirsela è l’IdV di Di Pietro, che si è fatto il mazzo a raccogliere le firme), non ai sostenitori dell’ultima ora come il liberalizzatore Bersani, non agli avvoltoi che li riducono a un’altra, che pure c’è stata, battaglia in chiave anti-berlusconiana. Ha perso sicuramente il governo Berlusconi, che dell’ideologia del privato è stato il fautore più sfacciato e accanito. Ma ha perso anche il Pd. Il partito delle lenzuolate e del riformismo soft ora sostiene la capziosa distinzione fra privatizzazione selvaggia e liberalizzazione controllata del settore idrico. In sostanza non è contrario al ricorso ai privati nella gestione dell’acqua, ma intende realizzarlo a condizione diverse da quelle previste dal centrodestra, cioè senza una quota di capitale fisso e senza un dividendo obbligatorio ma tramite una gara che, sia pur mantenendo le reti in mano pubblica, può affidare in toto la loro conduzione a un investitore privato. A me, e non credo di essere il solo, pare invece che gli italiani abbiano detto un no chiaro e tondo al privato in sè e per sé. Perché questo era il messaggio, volutamente generico ma indubbiamente efficace, grazie al quale il sì ha trionfato. E lo conferma la bocciatura dell’atomo, che non deriva soltanto dal recente terrore suscitato da Fukushima ma anche e soprattutto da una storica repulsione dell’Italia profonda per il volto peggiore, disumano, della modernità tecnologica.....

Referendum: ha vinto il SI per dire NO

Fabio Polese
ASI) La notizia che si aspettava era solamente quella relativa all’affluenza del popolo alle urne. Il risultato è arrivato – dopo i numeri positivi proiettati nella giornata di ieri – il dato che ci viene fornito è che più del 57% degli italiani aventi diritto al voto si sono recati alle urne.  
Il quorum è stato raggiunto con la nettissima prevalenza dei “SI”. La gente  con la numerosa partecipazione al voto ha anche manifestato il proprio sdegno per il tentativo di privatizzazione dell’acqua e per la scelta del nucleare nel nostro paese.  E' stata la vittoria dell'istituto del referendum, ossia, di uno strumento di democrazia diretta e partecipativa.  Un messaggio politico chiaro e forte. La volontà di voltare pagina ed inaugurare una nuova stagione di riforme  è stata più forte della grande disaffezione al voto ed  ha ricoinvolto i cittadini nella scelte politiche fondamentali.....

venerdì 10 giugno 2011

Apre a Roma la “Fondazione Gabriele Sandri”.

Fabio Polese intervista Maurizio Martucci.
(ASI) In Piazza della Libertà, a Roma, è recentemente nata la “Fondazione Gabriele Sandri”. Un posto per ricordare Gabbo e per promuovere diverse attività culturali e sociali. Una tra tutte, la “Biblioteca del Calcio”, un vero e proprio centro di documentazione libraria italiano ed estero. Agenzia Stampa Italia ha incontrato Maurizio Martucci, giornalista e scrittore, autore di diversi testi tra i quali ricordiamo “11 Novembre 2007, l’uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica”, “Cuori Tifosi” e “Football Story”.
Da quel maledetto 11 novembre del 2007, tantissime iniziative in tutta Italia e non solo, sono state promosse per ricordare Gabriele Sandri e per chiedere verità e giustizia. Ripercorriamo insieme il cammino che recentemente ha fatto si che nascesse la “Fondazione Gabriele Sandri”. Quali sono state le tappe fondamentali?
Dobbiamo scindere i piani, anche se poi ovviamente si sovrappongono per la logica dei vasi comunicanti. Prima il moto popolare e poi la Fondazione Sandri.  Il movimento d’opinione è stato perorato dal cosiddetto Popolo di Gabriele, milioni di cittadini uniti in un’imponente massa critica che si è stretta intorno alla richiesta di verità e giustizia per un delitto assurdo. Si è trattato di un moto senza precedenti, unico e trasversale, strettosi intorno alle tappe itineranti delle presentazioni del mio libro, capace di promuovere una petizione popolare per la posa di una targa a Badia Al Pino e infine avvalorato dalla sentenza d’appello di Firenze in cui, oltre a ribaltare lo scandaloso primo  verdetto di Arezzo, si è accertata la colpevolezza dello Spaccarotella nell’omicidio volontario, sostenuta dalla gente sin dal giorno della tragedia.....

L'importante è NON partecipare

Catherine
l carburante che alimenta i Signori del mondo è costituito dai consumatori, cioè siamo NOI.
Senza di noi loro non sono NULLA. 
Smettiamo di consumare senza consapevolezza, eliminiamo il superfluo, non compriamo oggetti usa e getta, meno vestiti, meno cibi e bevande confezionati e elaborati, utilizziamo il meno possibile la macchina quindi la benzina, non compriamo giornali e riviste, non guardiamo la televisione, non usufruiamo dei "servizi" bancari. 
Anche a costo di essere impopolare aggiungerei: NON votiamo! 
Ai più sembrerà utopico perché siamo talmente impregnati dai dettami di questa società, da questo unico modello di pseudo democrazia che ci dicono essere il migliore in assoluto, che non ci accorgiamo che questo sistema sta facendo acqua da tutte le parti. 
Votare non serve strettamente a nulla nell'attuale contesto mondiale. Le decisioni prese dai nostri governi, a loro volta costretti ad ubbidire ai loro padroni saranno prese indipendentemente dal nostro volere.
Eppure ci sembra inconcepibile non votare perché siamo ancora convinti che abbia un senso. Invece NON votare sarebbe determinante, a patto che tutti lo facessero...

mercoledì 8 giugno 2011

Un pò di verità sui referendum

Monia Benini
Per molto (troppo) tempo ci siamo affidati alla propaganda ufficiale rispetto ai referendum, convinti come siamo della loro bontà: sull'acqua pubblica, sul rifiuto del nucleare e sull'abuso del legittimo impedimento, non ci sono dubbi.
Tuttavia, grazie alle numerossime email ricevute e alle domande di alcuni amici, si è reso necessario un approfondimento su ognuno dei quesiti referendari, il quale - nemmeno a dirlo - ci ha permesso di smascherare ancora una volta il gioco sporco dei partiti.
Si tratta di quelle cose che non sentirete certo in tv, né le leggerete sui giornali e tantomeno vi saranno dette dalle oligarchie dei partiti che stanno usando i referendum strumentalmente, anziché per fini di interesse comune.
Nei video tratti da Il Punto troverete risposte ad alcune domande fondamentali: ad esempio, lo sapete che il quesito sul nucleare che andremo a votare non è più lo stesso sul quale sono state raccolte le firme degli Italiani? Lo sapete che comunque vada il referendum sull'acqua non potremo dire di averla ri-pubblicizzata? Lo sapete che il legittimo impedimento per Presidente del Consiglio e Ministri scade a ottobre?.......

martedì 7 giugno 2011

Batterio killer. Miracolo: c'è il vaccino!

Debora Billi
E' davvero un grande miracolo. Un miracolo italiano. E la cosa più miracolosa, è che l'annuncio dell'imminente vaccino contro la malefica Escherichia Coli sia arrivato circa un anno PRIMA dell'epidemia che è scoppiata in Europa. Le vie della Provvidenza sono davvero infinite.
Come infinita è la gratitudine che dobbiamo nutrire verso la Novartis, che dopo averci salvato tutti dall'epidemia di suina con un tempestivo vaccino, ecco che in quel di Siena nel 4 maggio scorso annuncia di aver identificato antigeni di E.Coli mai scoperti prima (prima della seguente epidemia) e quindi di essere sulla buona strada per produrre il fatidico vaccino.

Ma le mirabilie non finiscono qui. Anche una compagnia canadese ha appena comunicato di aver pronto il vaccino, proprio lì nel cassetto.....

Facciamo i conti con la post-crescita

Eduardo Zarelli - Michele de Feudis
D - Acqua e nucleare ritornano al centro del dibattito politico con il referendum del 21 e 22 giugno. Come mai, a differenza di altri paesi europei – la Germania in primis – i temi dell'ecologia non sono mai ai primi posti dell'agenda politica? Dipende solo dalla debolezza della rappresentanza dei Verdi nel paese? Colpa dalla scarsa attenzione dei politici in generale per il tema?

La mancata attenzione per i temi ecologici nel nostro Paese ha molteplici ragioni storiche e politiche, tra cui la fragilità dell'identità dei Verdi, che non sono mai riusciti a intercettare un consenso trasversale, vincolati elettoralmente a una scelta pregiudizialmente progressista che oggi sembra essere messa in discussione dal successo delle ben più credibili compagini europee che coerentemente si muovono oltre la discriminante destra/sinistra. Culturalmente parlando, direi che paradossalmente è l'eccesso di superficialità ambientalista e naturalista strumentalmente adoperata dai più, che ha reso debole la proposta ecologista. Quest'ultima, se fondata su solidi riferimenti metapolitici, è un vero paradigma critico e propositivo capace di interpretare l'attuale passaggio epocale in forme partecipate, capaci di sottrarsi alla disaffezione e alla crisi di legittimità delle democrazie procedurali.....

lunedì 6 giugno 2011

Un sogno in California

Maurizio Pallante/Andrea Bertaglio
Gli Stati Uniti d’America, si sa, sono un Paese molto contraddittorio, nel quale realtà anche opposte fra loro riescono bene o male a convivere. Dopo un breve viaggio nello stato più popoloso degli USA, la California, è possibile tracciare molto superficialmente una lista di pro e contro in cui ci si può imbattere in una città come, ad esempio, San Francisco: isola “felice” di pacifismo, ambientalismo e difesa dei diritti umani (“minoranze” gay in primis) decisamente inusuale nel contesto statunitense.
Appena si lascia l’aeroporto e ci si mette in auto si nota subito l’enorme traffico che intasa strade ed autostrade, e che non ha nulla da invidiare a quello di Milano o Roma. Anzi, gli USA sono l’unica nazione al mondo ad avere un numero di automobili pro capite superiore a quello italiano, e si vede. Tuttavia, le amministrazioni californiane stanno cercando di ridurne l’impatto, in termini di emissioni di CO2.
Sempre a San Francisco, infatti, ci sono piste ciclabili in gran parte della città, sono previste corsie preferenziali per le auto ibride o semplicemente con più persone a bordo, e tutti i mezzi pubblici (comprese le famose cable cars) sono a emissioni zero, in quanto sono tutti tram, filobus o autobus che viaggiano a biocarburanti (su questi torneremo però più avanti). Tra i tram ce ne sono a sorpresa anche alcuni dell’ATM milanese: progettati nel 1928 dallo statunitense Peter Witt ed acquistati alcuni anni fa, dopo la loro dismissione nel comune lombardo, dalla San Francisco Market Street Railway.....

I bambini afgani uccisi sono ben più importanti dei nuovi sindaci in italia

Massimo Fini
Mentre in Italia si tripudia per la vittoria di Pisapia e De Magistris (come se avessero un vero significato, da noi il problema non è di uomini, ma di un sistema che è corrotto fino al midollo, in tutte le sue fibre più intime, di un Paese e di un popolo che ha perso ogni etica, ogni valore condiviso che non sia il Dio Quattrino), in Afghanistan un raid aereo della Nato, di cui facciamo parte condividendone le responsabilità, ha ucciso dodici bambini e due donne. la dinamica di questi episodi, che si ripetono quasi quotidianamente, è sempre la stessa. I guerriglieri talebani attaccano una Base Nato. Poichè i soldati occidentali non sono più abituati ad combattimento ad armi pari, chiamano in soccorso l’aviazione. I Talebani a questo punto si dileguano e vanno a rifugiarsi nel villaggio più vicino. I caccia bombardano a casaccio le prime case del villaggio e uccidono regolarmente donne, vecchi e bambini perchè tutti gli uomini validi sono a combattere in montagna. In quanto ai guerriglieri protagonisti dell’attacco non ne beccano mai uno, hanno utilizzato il villaggio solo per far perdere le loro tracce, ma sono ormai lontani.
Quanto dovrà durare ancora questa carneficina insensata e ignobile?.....

venerdì 3 giugno 2011

Non anneghiamo in un bicchier d'acqua

Monia Benini
Stanno circolando in rete vari video che inducono a votare no al referendum e questa è una manovra prevedibile da parte di quanti puntavano (e puntano) sull'astensionismo, dato il pronunciamento della Cassazione a favore del quesito sul nucleare (ovvero su quello che a mio avviso è quello in grado di muovere l'elettorato verso le urne, consentendo il raggiungimento del quorum anche per gli altri quesiti).
Ci sono alcuni appelli che sono volutamente ingannevoli (NO al nucleare, NO all'acqua privata, ecc...), ci sono video che inseriscono elementi non corrispondenti al vero in argomentazioni non del tutto senza senso, ci sono poi discussioni e argomentazioni che stimolano la curiosità e spingono ad approfondire i temi.
Proprio così è partita la ricerca di approfondimento sul primo quesito, relativo all'acqua pubblica.
Veniamo al dunque: il cosiddetto decreto Ronchi e le sue successive modificazioni, ovvero la normativa che il primo quesito referendario ci propone di abrogare, è stato imposto con la motivazione ufficiale che bisognava farlo perché ce lo impone l'Europa. E' vero che il trattato di Lisbona e i poteri e le autorità europee (nominate da gruppi politici elitari) sono una vera sciagura per la sovranità popolare dei paesi membri, per le economie e le specificità locali, per l'interesse dei cittadini europei, ma è anche vero che più di una volta il paravento europeo è stato utilizzato in maniera ingannevole per giustificare provvedimenti che non sarebbero stati compresi o graditi agli Italiani.....

giovedì 2 giugno 2011

Festa della Repubblica, quanto c'è da festeggiare?

Fabio Polese
E’ appena trascorsa, tra molte polemiche, la festa dei 150 anni dell’unità d’Italia e, molto velocemente, siamo arrivati già all’ennesimo 2 giugno, il giorno in cui viene festeggiata la Repubblica. Nel giugno del 1948 per la prima volta in via dei Fori Imperiali a Roma veniva ospitata la parata militare in onore della Repubblica. L’anno seguente, con l’ingresso dell’Italia nella Nato, si svolsero dieci parate in contemporanea in tutto il Paese. Nel 1950 la parata fu inserita per la prima volta nel protocollo delle celebrazioni ufficiali. Le commemorazioni di quest’anno sono iniziate il 31 maggio e finiranno domenica 5 giugno. La giornata di oggi, come tutte le celebrazioni,  scivolerà via tra parate e “passeggiate” più o meno istituzionali dei politici e politicanti di turno e dei loro vassalli. “Più di ottanta delegazioni straniere alle celebrazioni della Festa della Repubblica nel 150° dell’Unità d’Italia”, titola il sito istituzionale del Quirinale che continua: “I principali partners europei e mondiali invieranno rappresentanti al più alto livello: la Federazione Russacon il Presidente Medvedev, gli Stati Uniti con il Vice Presidente Biden, la Repubblica PopolareCinese con il Vice Presidente Xi JinPing, la Turchiacon il Presidente Gul;.....