mercoledì 16 novembre 2011

Lo stato di eccezione

Giacomo Gabellini
"Sovrano è chi decide dello stato di eccezione”.  
Qualora il postulato di Carl Schmitt risulti valido e applicabile a qualsiasi situazione politica si evincerebbe il fatto che in Italia regna un sovrano assoluto, impersonato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha fatto leva sulle pesanti pressioni internazionali esercitate dai grandi organi informativi (The Economist, Wall Street Journal, ecc.) di riferimento dei poteri forti angloamericani (Gruppo Rothschild, Rockefeller, ecc.) per proclamare l’assodata “impotenza della normatività” comune e la conseguente apertura di uno stato di eccezione squisitamente politico. 
Lo schema logico che ha determinato la presente svolta politica verte sulla sostanziale inadeguatezza di Silvio Berlusconi e della sua risicata maggioranza parlamentare incapace di smarcarsi dal suo rigido immobilismo perché minata da continui cambi di schieramento e perché impegnata a tempo pieno ad assecondare le necessità del Primo Ministro che vertono sull’elusioni dei vincoli processuali che gravano sul suo conto....

martedì 15 novembre 2011

Non ci sono complotti, solo strategie

Alessio Mannino
E’ desolante constatare come in Italia si liquidino i fatti scomodi, che disturbano il coro unanime della propaganda mainstream, come teorie di paranoici cospirazionisti. Riesumando persino, in chiave sarcastica, il “complotto demo-pluto-giudaico-massonico” di fascista memoria. Succede in questi giorni a quanti osano sfidare la beatificazione del nuovo Presidente del Consiglio, il tecnocrate Mario Monti.
Semplicemente, viene ridicolizzato chi fa informazione. Perché, fino a prova contraria, riportare gli incarichi, la storia e i legami di un uomo che sta per diventare il capo del governo italiano, equivale a informare. Su quel tanghero di Berlusconi, anni e anni di inchieste che lo hanno perquisito in lungo e in largo fino all’ultima escort. E, lubrico sensazionalismo d’alcova a parte, passare al setaccio il suo impero mediatico e finanziario, le sue cricche, i suoi abusi e soprusi era cosa buona e giusta. Ma storcere il naso infastiditi se ci si limita a fare un ritratto di Monti un po’ più completo dell’agiografia dominante, questo no, non va bene a chi stappa bottiglie per la “liberazione” dal ducetto di Arcore. E’ la libera stampa a corrente alternata. Faziosa e miope d’un occhio. La Repubblica come rovescio speculare del Giornale.....

Strategia di un golpe

Fabio Falchi
Parecchi mesi fa avevamo scritto che «nel “Circo Occidentale” c’è [...] posto per tutti e quindi si può immaginare che uscito di scena il “Nanopagliaccio”, che tanto fa ridere gli gnomi della “City”, dovrà esibirsi il popolo italiano. E dovrà pure pagare il biglietto. Vae victis dicevano i Romani, ma gli italiani pare che si siano dimenticati anche di questo».
Non avevamo previsto i dettagli, ma la “tendenza fondamentale”, insieme agli “amici” del blog “Confitti e Strategie”, l’avevamo prevista. Perciò non ci soprende il golpe finanziario. E che si tratti di golpe è innegabile, indipendentemente da quel che sostengono i gazzettieri al soldo del Cavaliere, dacché non si è sconfitto quest’ultimo con idee e programmi, ma grazie ad una “modifica” della Costituzione, imposta “dall’alto” e in base a cui la Repubbllica italiana non è più fondata sul lavoro, ma sui “mercati”. E tutto, o quasi, è avvenuto alla luce del sole. Nessun “complotto”, nessuna riunione notturna nei sotterranei della Bce o della Casa Bianca. I “mercati” infatti seguono “logiche di potere”, che solo mediante un nuovo paradigma geopolitico pare possibile rilevare e comprendere. Sebbene non sia affatto casuale che, come si legge in un articolo di “MF”, sia stata la Goldman Sachs ad innescare l’ondata di vendite di Btp, quel che veramente conta è il tipo di relazione che articola il sistema finanziario (e il capitalismo è in primo luogo una relazione – non una “cosa” – che non si vede né si tocca, ma che iè indubbio che sia “reale”)......